Porto Venezia, il bilancio dell’ex presidente Costa

«Abbiamo approfittato della crisi, cercando di capire i punti deboli e quali i punti forti su cui puntare». Con queste parole al Sole 24 Ore in un articolo di Barbara Ganz a pagina 13, l’ex presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, apre il bilancio dei suoi 8 anni (2008-2016) alla guida del Porto. Costa ha ricordato in particolare l’inserimento di Venezia nel 2013 nella rete dei porti prioritari europei con il settore dei container passato dai 379.072 Teu del 2008 ai 605.875 Teu (+59,8%) del 2016. L’ex presidente ha continuato citando la crescita dell’Agribusiness salito sotto il suo mandato da 1,9 a 2,3 milioni di tonnellate e l’aumento del traffico di oli derivati (+47,8%). Inoltre tra il 2015 e il 2016, il nuovo terminal dedicato al roll-on/roll-off ha registrato un incrementato del 30,7% i traffici rispetto agli anni precedenti. Con 7.140 treni in un anno, nel 2016 il porto di Venezia ha avuto il maggior incremento in Italia per trasporto ferroviario (+46%).

«Oggi – ha concluso Costa – abbiamo un sistema efficiente. Da un lato lascio un progetto completo e coerente, in base al quale bisogna decidere, guardando al 2030, quali siano gli obiettivi massimi raggiungibili per container, ro-ro, rinfuse e, solo infine crociere. Lasciamo questioni che avrebbero dovuto essere chiuse da tempo, ma che continuano a trascinarsi per incapacità di decidere e sottorappresentazione dei problemi di Venezia». Il riferimento è ai dossier ancora aperti sul terminal off-shore e sul passaggio delle crociere nel Bacino di San Marco.

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