Suicidio assistito, tre veneti in lista per la Svizzera

Dopo Dj Fabo sono tre i veneti che andranno in Svizzera per essere assistiti nel suicidio. Come scrive Giovanni Viafora sul Corriere del Veneto a pagina 4, si tratta di due donne, una di Belluno, l’altra di Treviso e di un uomo di Venezia, quest’ultimo già nel paese accompagnato dalla moglie. «Parliamo di richieste già attivate, da parte di nostri associati – spiega Emilio Coveri, presidente di “Exit”, l’”associazione italiana per il diritto ad una morte dignitosa” -. Sono persone che ci hanno chiamato e che abbiamo messo in contatto con le strutture specializzate. È la nostra mission. Noi, ci tengo a dirlo, non violiamo la legge, perché forniamo semplicemente la consulenza, dando le informazioni per raggiungere le quattro cliniche che praticano il suicidio assistito: a Berna, Basilea, Zurigo e Lugano. Una volta fatto questo, ci tiriamo indietro».

«L’anno scorso sono stati 49 gli italiani che sono morti in Svizzera passando da noi — afferma Roveri —. Dal Veneto, invece, nel corso del biennio 2015/2016, sono partiti in sei. Ovviamente senza tornare. Sono numeri che fanno impressione e che rappresentano una vergogna per il nostro Paese. Considero che morire in esilio sia una vera umiliazione». Fra i precedenti più recenti di suicidio assistito in Veneto, Piera Franchini, 74 anni, mestrina malata di tumore al fegato, Vittorio Bisso, 54 anni malato di Sla e Dino Bettamin, 70 anni di Montebelluna, anche lui malato di Sla.

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