Tav Bs-Vr, Miller (Confindustria): «basta allarmi sui cantieri»

«Stavolta sono fiducioso anch’io. Sono spesso a contatto con gli uomini di Cepav 2, il consorzio di imprese che dovrà realizzare l’opera. Mi sembrano davvero pronti a partire in tempi brevissimi dopo il pronunciamento del Cipe che arriverà nelle prossime settimane». Così, intervistato da Claudio Trabona a pagina 8 dell’edizione di Verona del Corriere del Veneto, Franco Miller, imprenditore veronese di Confindustria Veneto, commenta l’imminente inizio dei cantieri per la Tav tra Brescia e Verona (previsto dal Corriere fra alcuni mesi) dopo anni di vicissitudini burocratiche e giudiziarie. 

Dopo Lonato nel Bresciano, sarà la volta della zona gardesana dei vigneti: «vanno ridimensionati certi allarmi. Non ci sarà alcun disastro. Abbiamo fatto uno studio, come comitato Trasnpadana, sull’impatto dell’opera nell’area. Secondo i nostri calcoli, è assai modesto: parliamo di 35 ettari nella fase di costruzione e di 16-18 ettari a lavori completati. Su un territorio, quello del Lugana Doc, esteso per quasi 1.200 ettari. Parliamo quindi di un’interferenza che va dal 3% fino a calare a poco più dell’1%». Miller rassicura anche i frati del Santuario del Frassino che nei giorni scorsi sono tornati a protestare contro l’opera: «anche in questo caso non bisognerebbe prestare ascolto agli allarmisti. Rfi e Cepav hanno già deciso di ridurre la dimensione dei cantieri e sono previsti tutti gli accorgimenti possibili per assicurare la vita normale del monastero e il consueto afflusso di pellegrini. La galleria sarà molto più vicina all’autostrada che al santuario. Le vibrazioni prodotte dall’attraversamento dei treni saranno minime. Non parliamo più della ferrovia di una volta».