Borgo Berga, giudice: «meglio finire le palazzine»

Il giudice per le indagini preliminari di Vicenza, Massimo Gerace, che già aveva predisposto il sequestro del lotto E del complesso di Borgo Berga, ha respinto ieri le richieste del procuratore Antonino Cappelleri, che aveva sollecitato il sequestro di tutta la vasta area tribunale compreso. «Il sequestro di tutto il complesso di Borgo Berga è sproporzionato rispetto alle contestazioni», si legge nella ventina di pagine di motivazioni presentate dal gip riportate da Diego Neri sul Giornale di Vicenza pagina 12. Gerace sottolinea che il vantaggio per il privato (quantificato dalla procura in 10 milioni di euro) non è in relazione con l’esigenza cautelare: «gli aspetti economici non sono direttamente collegati con la necessità del vincolo», spiega.

Inoltre, per il gip la questione sarebbe troppo complessa perchè sia sufficiente una consulenza, per quanto di un pool di esperti: «trattandosi di una questione di estrema complessità, la sede idonea per valutare i presupposti del reato è quella con il contraddittorio fra le parti». Infine Gerace si sofferma sugli scheletri delle palazzine dietro il tribunale ormai arrivati al tetto: «se il complesso è stato edificato attraverso un reato, quest’ultimo è stato portato quasi alle sue estreme conseguenze: tutto è stato realizzato. Per la collettività è preferibile ultimare le tre palazzine già edificate, piuttosto che lasciare lì per chissà quanti anni dei ruderi», dichiara il giudice. Nel fascicolo d’indagine per lottizzazione abusiva e abuso d’ufficio risultano indagate 21 persone tra dirigenti comunali, progettisti e amministratori di aziende private.