Germania, l’attacco al risparmio italiano di cui nessuno parla

Mentre a Bruxelles ci preparano uno supposta colossale, in Italia ci si appassiona al congresso del Pd. Contenti noi…

Mentre siamo intenti a seguire morbosamente gli esiziali psicodrammi del Pd, a Bruxelles ci stanno preparando uno supposta colossale. Solo alcuni blogs, rigorosamente birichini, riportano la denuncia dell’europarlamentare Marco Zanni (ex M5S, ora nel gruppo Enf in cui sono, fra gli altri, la Lega Nord e il Front National, ndr), cioè il tentativo di commissariamento dell’Italia entro il 2017 da parte della Germania, operazione nascosta in un emendamento all’articolo 507 del Regolamento sui requisiti patrimoniali delle banche.

In sostanza si vuole delegare all’Autorità Bancaria Europea (EBA) la facoltà di cambiare l’approccio all’esposizione bancaria del debito sovrano. Questo vuol dire che i titoli di Stato che detengono le banche non saranno più considerasti a rischio zero se hanno rating al di sotto della A. La cosa curiosa è che mentre i derivati tossici in pancia alle banche del Nord vengono considerati buoni, i titoli italiani non vengo considerati buoni. «Quest’attacco all’Italia— dice Zanni— è partito attraverso questo insieme di regole che si chiama “Unione Bancaria“. E poche settimane fa è stato fatto un passettino in avanti per affossare ancora di più il sistema bancario italiano, per attaccare i titoli del nostro debito pubblico e costringere inevitabilmente il governo italiano a intraprendere due strade, che portano entrambe inevitabilmente al commissariamento da parte della Troika».

Tutto questo nell’assoluto silenzio dei nostri politici. La differenza tra Germania e Italia è la seguente: la prima è una nazione più ricca dell’Italia, ma gli italiani sono più ricchi dei tedeschi, quindi le banche tedesche vogliono mettere le mani sul risparmio degli italiani per pararsi il sederino. Con bel suppostone in arrivo – per noi. Ma adesso basta stupidaggini, occupiamoci di cose più importanti. Tipo il congresso del P.

Intervista di byoblu a Marco Zanni