Testamento biologico, 7 Comuni apripista in Veneto

Le amministrazioni di Belluno, Treviso, Venezia, Vicenza, Marcon, Mira e Spinea, hanno istituito il Registro per le “Dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (Dat)”. Come scrive Michela Nicolussi Moro sul Corriere del Veneto a pagina 3, si tratta di un atto formale, sottoscritto in presenza di testimoni e di un notaio, con il quale il cittadino, «maggiorenne, nel pieno delle facoltà mentali e in totale libertà di scelta», può scegliere a quali trattamenti e terapie essere sottoposto nel caso in cui una malattia o un trauma improvviso lo privino della capacità di esprimere consenso o dissenso informato.

Fortemente volute dai cittadini che hanno fatto pressione sulle amministrazioni locali per supplire al vuoto normativo e allo stallo del governo e dello Stato sulla questione del fine vita e del testamento biologico, le Dat non possono introdurre trattamenti vietati dalla legge, come appunto l’eutanasia o lo stop ai macchinari che mantengono in vita pazienti in stato vegetativo. Tra i provvedimenti consentiti l’uso di farmaci volti ad alleviare le sofferenze, il no alla rianimazione cardiopolmonare, alla respirazione meccanica, alla dialisi e alla chirurgia d’urgenza. Per depositare le Dat è sufficiente contattare il Comune. Il registro è privato. Sono in attesa di approvare le Dat i Comuni di Castelfranco e San Donà, mentre quello di Verona ha bocciato la proposta.

(ph: associazionelucacoscioni.it)