«Disastro ambientale Pfas, bisogna fare presto»

Il sindaco di Lonigo (Vicenza) Luca Restello, ha scritto una lettera indirizzata a governo, Regione e a Papa Francesco per chiedere il riconoscimento di disastro ambientale per quanto sta accadendo nella provincia berica colpita dalla contaminazione da Pfas. Come scrive Eugenio Marzotto sul Giornale di Vicenza a apgina 14, nella missiva il sindaco invita le istituzioni a prendere misure urgenti quali la chiusura immediata di tutti gli scarichi inquinanti per prevenire danni gravi alla salute dei cittadini. Il sindaco infatti è allarmato dai recenti report che indicano una presenza di Pfas e Pfoa nel sangue dei minorenni superiore a 30 volte il livello normale e dalle analisi sui lavoratori della Miteni che rivelano una mortalità 50 volte superiore rispetto alla media. Tra le altre patologie sospette di essere legate ai Pfas ci sono anche problemi cardiovascolari, colesterolo alto, neoplasie e un’alta incidenza di tumori al testicolo nelle aree più colpite.

«Va rimossa la fonte della contaminazione principale, o ritenuta tale dagli atti e rilievi fatti finora», dice Restello chiedendo il trasferimento della Miteni, l’azienda chimica di Trissino «considerata ancora oggi una sorgente attiva dell’inquinamento». Il documento, firmato anche da firmato anche dai comuni di Sarego, Noventa, Albaredo D’Adige, Bevilacqua, Pressana, Veronella e Zimella, chiede inoltre il finanziamento di un sistema di approviggionamento idrico alternativo per le aziende agricole. «Saranno gli enti competenti – insiste Restello – i responsabili sul piano civile e penale, qualora ci fossero ritardi e negligenze. In sintesi la dichiarazione di disastro ambientale – spiega il sindaco – è stata decisa a margine di una serie di precise richieste: bloccare definitivamente la fonte inquinante, ridurre da 500 a 100 la quantità di nanogrammi/litro di Pfas tollerati, realizzare nuove condotte che portino acqua non contaminata». «Nel caso del procrastinarsi dell’attuale situazione – conclude Restello – il sottoscritto si vedrà costretto ad adottare un’ordinanza restrittiva dell’uso dell’acqua per tutelare la salute pubblica e l’intera filiera agricola compromessi da eventuali ritardi dei provvedimenti richiesti dai sindaci».

(ph: lapiazzaweb.com)

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