Le Iene a Padova, la storia dell’uomo rovinato da Veneto Banca

«E’ successo un bel casino. Risulta che ho aperto un conto corrente a Padova nella sede di Veneto Banca e su questo conto corrente risulta che hanno aperto due finanziamenti per un importo di 21 mila euro di cui sono completamente all’oscuro». Inizia così il servizio di Luigi Pelazza andato in onda ieri sera alle Iene. A raccontare la storia è Giovanni che gestiva un negozio in provincia di Lecco con Aurelio, proprietario anche di una società a Padova. Aurelio chiede a Giovanni di diventare amministratore di questa società, lui accetta e come da prassi mette la sua firma sul conto corrente della società presso Veneto Banca.

Dopo aver ricevuto una raccomandata sospetta, Giovanni si dimette da amministratore e, dopo qualche tempo, si reca presso la sua banca per chiedere un prestito. L’istituto glielo nega spiegando che risulta che il signore abbia un altro conto corrente aperto in Veneto Banca, nella stessa filiale della società di cui era amministratore, con due prestiti non pagati. Giovanni, stupito, chiama subito il direttore della filiale dell’istituto di Montebelluna che gli spiega che l’autorizzazione ad aprire il conto è stata data da Aurelio aggiungendo però che anche lui ha una grave responsabilità: «ho fatto una cazzata, non faccia denuncia, ci mettiamo a posto».

Giovanni viene così mandato, con una telecamera nascosta, ad un incontro con il direttore della filiale che conferma l’errore e aggiunge: «sa qual è stato il problema? Nella società c’erano dei titoli che erano azioni banca. Quella liquidità che è mancata, non per colpa della società ma per colpa della banca perchè l’azione è andata a 0,10 ». La società infatti prima che Giovanni diventasse amministratore aveva comprato delle azioni di Veneto Banca, le stesse azioni che hanno fatto perdere ad 87 mila soci dell’istituto qualcosa come 5 miliardi di euro.

Come spiega Pelazza, in mancanza di quei soldi Aurelio, in accordo con il direttore, avrebbe aperto un conto corrente e ottenuto 21 mila euro ad insaputa di Giovanni che sarebbero poi stati trasferiti alla società come conferma il direttore: «è stata una cosa fatta per salvare l’azienda». Giovanni ha fatto una denuncia per truffa sia nei confronti del direttore che della banca e proprio per questo motivo il direttore chiede di trovare un accordo. Guardate il video per vedere come va a finire…

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