«Vicenza, Parco Querini ormai “recinto per animali”»

Pubblichiamo la lettera ricevuta da Anna Maria Bellesia

Con riferimento all’articolo “Vicenza città bellissima: sì, ma…” di Adriano Verlato, vorrei aggiungere qualche altra osservazione. Ci avevano promesso di voler rendere questa città “moderna ed europea” e di inserirla degnamente nel circuito internazionale. Se andiamo all’estero però, vediamo che tutti conoscono Venezia, moltissimi conoscono Verona, ma se diciamo di vivere a Vicenza nessuno conosce la città. Qual è il motivo? Certamente siamo rimasti indietro sul piano del rinnovamento urbanistico e culturale. Troppe “ciacole” inconcludenti. Ogni tanto spunta un progetto, che resta sempre in fase di studio. Altrove invece hanno saputo realizzare strutture innovative e attrattive, fruibili da cittadini e turisti. Ma l’aspetto che distanzia maggiormente Vicenza da una città turistica europea riguarda il verde pubblico. Basta guardarsi in giro, specialmente in primavera-estate: rotatorie selvagge, spartitraffico ancora più selvaggi, aree verdi abbandonate a sé stesse, erba alta, siepi non regolate, alberature trascurate o alberelli gracili e sofferenti, rifiuti misti al verde. Per anni ci siamo sentiti ripetere che mancano le risorse e il verde è stato lasciato totalmente al verde. È un errore strategico, perché per una città che vuole avere vocazione turistica l’immagine che offre di sé è tutto. Per rendersene conto, basta confrontare con altri luoghi che ciascuno di noi avrà avuto modo di visitare, lontani ma anche vicini. La misura più evidente del degrado completo è data da parco Querini, che di parco urbano ha solo la formale dizione, mentre è ridotto ad un recinto per animali.

In attesa del mega super parco della Pace nel futuro che verrà, come si fa abbandonare il più pregiato ex parco cittadino ad un tale degrado? È letteralmente invaso dai conigli, che si stanno espandendo in tutte le aree adiacenti, fra cui l’ospedale. Un primo intervento per ripulirlo dai conigli è avvenuto circa un anno fa. Ho letto sul Giornale di Vicenza che l’operazione di cattura, trasferimento e mantenimento dei conigli in altro luogo è costata sui 20.000 euro. Ma forse non è stata fatta con la dovuta accuratezza. Era prevedibile che sarebbe bastato “dimenticare” qualche esemplare per un rapido ripopolamento. Nel prato, oltre alle centinaia di conigli, si riproducono liberamente galline, galli, talpe. Vi planano molti colombi e altri uccelli. Nel corso d’acqua prolifica ogni genere di animale acquatico: non solo gli anatidi tipici degli stagni, ma anche tartarughe e soprattutto grosse e pesanti nutrie che scavano buche e gallerie, devastando argini e vegetazione, proprio sotto lo storico tempietto di Antonio Piovene. Non ho mai visto da nessuna altra parte un parco urbano così mal ridotto. Ovunque c’è un minimo di decoro: alberature ben tenute, erba ben rasata, fiori, attrezzature per la sosta e anche per chi pratica qualche libera attività sportiva a contatto con la natura. Gli animali sono mantenuti in numero contenuto nelle zone acquatiche e i colombi vengono allontanati. Arriverà mai questa città ad un nuovo paradigma culturale?

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