Assopopolari venete: «”casi sociali”, è solo marketing»

Pubblichiamo il comunicato di  Enzo Guidotto e Francesco Celotto di Assopopolari venete

Dopo settimane di benevole attesa, purtroppo non ci giungono ancora notizie sulle modalità di assegnazione delle risorse previste per i casi sociali. Si tratterebbe di 60 milioni: 30 milioni per Veneto Banca e 30 milioni per Banca Popolare di Vicenza. A sentire i vertici delle banche sarebbe stato organizzato un incontro a breve con le associazioni dei consumatori e dei soci per definire i criteri e procedere alla segnalazione dei casi. Dopo il nostro incontro con BpVi, avvenuto il 10 febbraio, non abbiamo avuto più alcuna notizia. Chiediamo pertanto urgentemente un chiarimento in merito dato che le due offerte di transazione si chiudono il 15 marzo (VB) e il 22 marzo (BpVi). Non vorremmo che le due banche spingessero tutti a firmare la transazione al 15% per evitare in questo modo di pagare somme di importo superiore per i casi definiti sociali.

Sarebbe una beffa nella beffa che non tolleriamo, come non accettiamo questo pessimo marketing sulla pelle delle persone che si trovano in maggiore difficoltà. Ci sembra che questo più che un aiuto concreto, sia uno specchietto per le allodole per farsi vedere belle. Ma con questi meschini giochetti non si riacquista la credibilità persa. Se lo ricordino bene i vertici di Veneto Banca e BpVi. Ci sono davvero a bilancio questi 60 milioni messi dal fondo Atlante oltre ai 600 per gli altri soci? E allora perché tutto questo ritardo nel definire i criteri? Consigliamo a tutte quelle persone che si definiscono casi sociali di segnalarci la loro situazione e a non firmare alcuna transazione per non rischiare di restare fregati. Ne parleremo con maggiori dettagli nel corso del prossimo incontro a Treviso del 9 marzo.

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