BpVi e Vb, fusione più lontana: due piani industriali diversi

La Bce e il Direttorato generale per la Competizione, entrano nuovamente nella partita della fusione tra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca rallentando la definizione del piano industriale. Come scrive Marino Smiderle sul Giornale di Vicenza a pagina 9, gli obbiettivi dei due grandi arbitri istituzionali sono infatti differenti: da una parte Francoforte che mira a ripristinare la salute delle banche e racimolando quanto più capitale possibile a prescindere da dove arrivi (per la ricapitalizzazione servono dai 3 ai 6 miliardi circa, dati non ancora ufficiali); dall’altra il Dg Comp che fissa dei paletti per dare il via libera agli aiuti di Stato, unico rimedio per salvare le due ex popolari.

Per quanto riguarda la richiesta dell’aiuto di Stato, l’intenzione era di farla partire dalla futura banca originata dalla fusione. Tuttavia gli emittenti sono ancora due, ergo ci sarebbe bisogno di due piani industriali con due richieste distinte. Un nodo complesso che di fatto sposta in avanti il perfezionamento della fusione.