Arena, sovrintendente Polo: «progetto Spa? Impraticabile»

E’ la sua prima uscita ufficiale da quando si è trovato a capo della Fondazione Arena: il sovrintendente Giuliano Polo, triestino d’origine, vuole innanzitutto rassicurare. Ma non nasconde, secondo quanto riporta Enrico Santi a pagina 12 de L‘Arena di oggi, di aver trovato «una situazione complicata» al suo arrivo nel novembre scorso. Ai lavoratori Polo riconosce i sacrifici maggiori e ne loda l’atteggiamento «molto responsabile» nel rinunciare ad un dodicesimo dello stipendio, mentre sottolinea che «i fondamentali della Fondazione sono ottimi».

«Ci stiamo avvicinando a un esito positivo – sottolinea Polo – con la razionalizzazione delle spese potremo finalmente accedere al fondo di 10 milioni che abbiamo chiesto per consolidare il piano di risanamento». La Fondazione, annuncia Polo, continuerà ad avvalersi di contratti a tempo determinato per coprire le esigenze coreografiche rimaste scoperte dopo la liquidazione del corpo di ballo, inevitabile dopo che l’analisi costi-benefici aveva messo in luce «un grave squilibrio».

Secondo Polo, inoltre, il piano “Arena Lirica Spa” degli avvocati Lamberto Lambertini e Giovanni Maccagnani e dall’imprenditore Giuseppe Manni, secondo cui una società misto pubblico-privata dovrebeb essere incaricata della gestione del festival lirico, è «un’ipotesi irrealizzabile» in quanto «incompatibile con il quadro ordinamentale di riferimento». «Secondo la legge ribadita nel 2014 – spiega Polo – i luoghi in cui operano le Fondazioni lirico-sinfoniche, nel nostro caso l’anfiteatro Arena, sono un patrimonio pubblico e quindi non nella disponibilità dei privati, a meno che la Fondazione Arena non esista più».