BpVi, i soci salvati: c’è anche l’ex vescovo Nosiglia

C’è un po’ di tutto tra i 630 soci della Banca Popolare di Vicenza che sono riusciti a vendere le quote subito prima del crollo, quando le azioni dell’istituto berico valevano ancora 62,5 euro. Secondo quanto scrive Matteo Bernardini a pagina 11 del Giornale di Vicenza, infatti, tra i soci ad aver venduto appena in tempo ci sarebbero nomi noti e meno noti, investitori privati e società a capitale pubblico.

Tra queste, l’Autostrada A22 che il 19 dicembre 2014 ha incassato 7,5 milioni di euro per la vendita di 120 mila titoli. Lo stesso giorno, sul fronte delle aziende private, vendeva anche la Itafem srl che con una serie di dieci operazioni tra settembre 2014 e febbraio 2015 ha liquidato 1.002.997 titoli per un controvalore di 62.687.313 euro. Tra i 630 soci “fortunati” c’è anche l’ex vescovo di Vicenza, Cesare Nosiglia, che il 18 dicembre 2014 si è disfato di 800 azioni per un valore di 50 mila euro.

E compare anche l’ex presidente degli industriali berici, Giuseppe Zigliotto, il quale tra settembre 2014 e febbraio 2015 si è disfato di 88 mila azioni (per un valore di 5,5 milioni di euro) di cui era titolare la sua ditta Zeta Srl. Ci sono poi Lino Diquigiovanni, già presidente del Real Vicenza, che nel dicembre 2014 ha venduto 24 mila titoli per un milione e mezzo di euro, e la ditta Pavin srl che ha venduto poco più di 2 mila azioni per 127 mila euro. Poi Sergio Mastrotto, esponente della famiglia di conciari vicentini, che ha venduto 5 mila azioni per 312.500 euro, e Noemi Dalli Cani, 25.200 azioni per 1.575.000 euro.

(Ph. da Repubblica.it)