Voleva morire, malato di cancro convinto a vivere dal medico

Un settantenne di Padova malato di cancro aveva deciso di sottoporsi a eutanasia, ma ha poi cambiato idea. Come scrive Sabrina Tomè sul Mattino di oggi a pagina 10, a salvarlo dal viaggio in Svizzera è stato il suo medico, Aurelio D’Agostino, che fa parte del Gruppo Cure Palliative dell’Usl 6 Euganea di Padova. «Da più di un anno A. chiedeva di andare in Svizzera a morire – racconta D’Agostino -. Lui è un malato di cancro, un tumore al pancreas con metastasi diffuse: i dolori erano fortissimi, la sofferenza insopportabile. L’ospedale d’altra parte non poteva tenerlo, perché oggi i ricoveri riguardano per lo più gli acuti».

Il dottor D’Agostino ha fornito un aiuto fondamentale: «gli abbiamo somministrato i farmaci per calmare il dolore e ora della Svizzera non parla più. Ha firmato il testamento biologico e trascorre il suo tempo con accanto la moglie e la figlia. Ma il caso di A. non è isolato, è successo con altri pazienti». Per D’Agostino, «prima di batterci per l’eutanasia, bisognerebbe impegnarci per garantire i farmaci per le palliative. In Italia c’è una bellissima legge in materia, peccato non ci siano abbastanza fondi. E succede così che i familiari dei malati terminali, familiari a cui bisognerebbe fare un monumento, si trovano in piena notte a vagare in cerca di una farmacia che abbia la morfina. È ammissibile questo?».

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