Incidente in Lessinia, la madre: «quanti morti servono per sistemare quella strada?»

«E’ la strada senza barriere, senza guard rail, ad aver provocato questa tragedia. Quanti morti servono ancora perché venga messa in sicurezza?». Così, in un articolo di Camilla Ferro sull’Arena a pagina 8, Licia, la madre del 19enne Alessandro Petronilli, il più grave dei feriti nell’incidente di sabato sera sulla Provinciale 14 in cui ha perso la vita il coetaneo Marco Signorini. Quella notte i 4 amici erano diretti a Lugo ma il guidatore del vecchio fuoristrada Mercedes classe G, giunto ad una curva pericolosa su un tratto di strada in via Ceredo presso il vajo della Marciora a Sant’Anna D’Alfaedo, ha perso il controllo dell’auto che è precipitata per 20 metri in una scarpata sbalzando fuori i passeggeri. «Quanta gente deve perdere la vita giù per quella scarpata prima che, chi di dovere, provveda ad evitare morti stupide come questa? – insiste la madre del giovane Alessandro ora in prognosi riservata in terapia intensiva. per un grave trauma cranico – Quante altre mamme devono piangere la perdita dei figli perché non c’è un dannato paracarro a salvarli?».

Mio figlio «non ha mai dato problemi, frequenta ragazzi tranquilli… eppure siamo qua a piangere chi non c’è più e a pregare perché lui ne esca bene, siamo disorientati, persi – continua Licia ricordando le ultime parole che le aveva detto suo figlio prima di uscire quella tragica notte – Mi ha detto “Ma’, esco a fare un giro con i miei amici, ci vediamo stasera, ciao….”. Ecco. Da lì l’ho rivisto alle 20.30 sull’asfalto senza coscienza mentre gli infermieri lo caricavano sulla barella per portarlo all’ospedale. E’ stato al Pronto Soccorso un paio d’ore e poi trasportato qui in terapia intensiva neurochirurgica. E da allora aspettiamo il miracolo».

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