Ciambetti: «legare stipendi consiglieri a produttività»

«Occorre individuare un metro, un parametro, per misurare il lavoro di ciascun consigliere (…) Per chi fa questo lavoro in maniera totalizzante probabilmente la corresponsione attuale è già adeguata. Per chi lo fa in maniera più superficiale, cioè partecipa meno ai lavori, forse sì, andrebbe parametrata all’effettiva partecipazione a Venezia o sul territorio. Direi quindi produttività, ma anche presenza. Perché posso capire che un consigliere di minoranza possa non vedersi approvate tutte le leggi come uno di maggioranza; ma se uno è presente in Consiglio e fa interrogazioni mirate che non servano solo a riempire qualche paginetta di giornale, allora è diverso».

Così, intervistato da Giovanni Viafora  sul Corriere del Veneto a pagina 3, presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti (Lega), interviene sulla questione dei compensi ai consiglieri regionali giudicati troppo alti dall’opinione pubblica proponendo di legarli alla loro produttività in aula. «Sia chiaro, non è che possiamo fare chissà quali passaggi epocali – aggiunge -. Quando si poteva risparmiare qualcosa lo si è fatto. Anche guardando il costo degli altri consigli regionali non è che stiamo sfigurando, anzi. Insomma, non mi aspetto numeri importanti. Magari qualche segnale, ma non ai livelli di quello che abbiamo già fatto negli anni scorsi. Oltre un certo limite non si può andare (…) Dobbiamo pensare che ritornare alla vita precedente possa anche comportare qualche problema».

 

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