Soci “disagiati”, BpVi e Vb mettono 30 milioni

Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca hanno deciso di costituire un fondo per complessivi 30 milioni di euro a sostegno degli azionisti che versano in condizioni disagiate. L’iniziativa, si legge in due rispettivi comunicati, si basa sulla consapevolezza della presenza di situazioni di impoverimento e grave disagio sociale che coinvolgono alcuni azionisti risparmiatori delle due ex popolari, oltreché sulla volontà di ricostruire un rapporto di fiducia tra la banca e i suoi soci risparmiatori. Il fondo è riservato esclusivamente agli azionisti che rientrano nel perimetro dell’offerta di transazione e che rinunciano ad azioni risarcitorie, l’attivazione del fondo è subordinata all’esito positivo della stessa offerta di transazione.

Per quanto riguarda BpVi, la struttura dell’iniziativa, le condizioni di accesso al fondo, la somma massima erogabile per singolo aderente e ogni altro elemento di dettaglio dell’iniziativa sono, al momento, in fase di studio e saranno resi noti una volta deliberati, assicurando ogni più ampia informativa ai soggetti destinatari dell’iniziativa medesima. Per quanto concerne Veneto Banca invece, lo studio dell’iniziativa sarà affidata alla Fondazione omonima che adotterà l’Isee come parametro per identificare le maggiori situazioni di disagio. Sarà inoltre costituita una Commissione composta anche dalle parti sociali.

BpVi non ha assunto alcuna decisione in merito alla estensione del periodo di adesione all’offerta di transazione avviata il 9 gennaio 2017, con data ultima per la sottoscrizione degli accordi di transazione prevista per il 22 marzo 2017. Veneto Banca invece, sta valutando l’opportunità di una proroga della scadenza, attualmente prevista per il 15 marzo, in allineamento con quella di BpVi. Alla data odierna l’offerta di transazione in BpVi ha fatto registrare 53.521 manifestazioni di interesse (pari al 55% delle azioni oggetto del perimetro) a fronte delle quali sono stati già sottoscritti 35.027 accordi transattivi (pari al 29,1% delle azioni in perimetro). Per quanto riguarda Montebelluna il 34% ha già aderito, il 14% ha manifestato la propria intenzione a non aderire, mentre la restante parte è rappresentata da indecisi.