Borgo Berga, Legambiente & C: «gip Gerace minimizza reati»

Legambiente, Italia Nostra e il Comitato contro gli abusi edilizi, protestano contro il no del giudice Massimo Gerace al sequestro dell’intero complesso di Borgo Berga. «Le motivazioni del GIP – si legge in un comunicato congiunto -sono costellate da considerazioni extra-giuridiche che riteniamo inopportune e incomprensibilmente animose verso cittadini e associazioni che da anni denunciano la devastazione del territorio (…) Attribuire alle associazioni una “virulenza mediatica” o parlare di demolizione come “eccessivo sacrificio imposto al lottizzante abusivo” sono affermazioni che devono preoccupare. Da un lato si minimizza la gravità dei reati urbanistici, dall’altro si scredita il ruolo civile di chi, tra mille ostacoli, difende l’interesse pubblico».

«La demolizione non è una sanzione da fanatici rivoluzionari, ma è prevista da una legge dello Stato a conclusione di una sentenza definitiva di condanna. A meno che il Comune non adotti la confisca per ragioni di interesse pubblico – sottolineano Legambiente & C. -Affermare che il Comune dovrebbe “regolarizzare” la situazione (…) suona come un inno all’abusivismo edilizio. Per fortuna la Corte di Cassazione la pensa in modo diverso: (…) “è ammissibile il sequestro preventivo di immobile costruito abusivamente anche nel caso che i lavori siano ultimati (sentenza n.40370/2015)». Le associazioni concludono definendo un «abuso nell’abuso» la concessione da parte del Comune di ulteriori autorizzazioni a costruire.

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