Pedemontana, CoVePa: «Zaia fund-raiser per interessi privati»

«Il governatore veneto Luca Zaia aveva promesso che entro il primo marzo avrebbe avuto la soluzione del finanziamento della Pedemontana Veneta. La quale è un’opera a carico del privato e non si capisce perché Zaia debba improvvisarsi fund-raiser di una società privata i cui profitti sono privatissimi». Così il comitato CoVePa (Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa) sulla notizia dell’aumento dell’Irpef per pagare la Pedemontana. «Tutte le soluzioni che Zaia aveva prospettato in passato, e che in realtà dovrebbero essere trovate dal privato ovvero dai Dogliani, si sono rivelate solo pie speranze – continua il CoVePa -: il mutuo di un miliardo e mezzo: svanito. I bond americani: fumati via; l’investimento della Cassa depositi e prestiti: impraticabili e illegali; la garanzia regionale con tanto di variazione di bilancio. Cosa di per se gravissima rispetto alla quale stiamo ancora attendendo la delibera».

«Stringi stringi tanti annunci più o meno pomposi per cercare di nascondere, fantozzianamente per altro, una brucinate verità: per la Spv I Dogliani non hanno una lira. I primi a pagarne sono gli espropriati che ancora attendono i quattrini per le loro terre. Tutto questo fa il paio con la pietra tombale del pronunciamento conclusivo della Corte dei Conti, inviatoci il 2 marzo u.s. e che ha confermato punto dopo punto tutti I nostri dubbi. Ovvero che il privato non ha la forza finanziaria per posare un solo metro d’asfalto. Fermo restando il micidiale danno ambientale che l’opera comporta. Detto questo – conclude il comitato – che diavolo aspetta Zaia a cacciare a pedate nel sedere la Sis ovvero quella specie di impresa che ci ostiniamo a chiamare concessionario?».

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