«Pedemontana Veneta: la misura è colma»

Il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Paolo Benvegnù, critica duramente la decisione della Regione di investire 300 milioni di euro per garantire la prosecuzione dei lavori per la Pedemontana Veneta. Per Benvegnù, Zaia «chiede ai contribuenti di mettere mano al portafoglio per un’opera che nel tempo, come è accaduto per tutte le “Grandi Opere” – esempi paradigmatici la Tav e il Mose – ha visto crescere esponenzialmente i costi e ridurre le aspettative. Dal progetto si sono sfilati gli investitori istituzionali che avrebbero dovuto garantirne il finanziamento, dalla Banca europea degli investimenti alla Cassa Depositi Prestiti. Filati via per la evidente sproporzione tra i flussi di traffico previsti dal progetto e le stime più realistiche, di forte ribasso, ricavate da successive analisi e studi. La grande opera, fortemente voluta e perseguita nel succedersi dei lustri dalla Lega e dal centrodestra veneto che doveva vedere i privati come protagonisti del progetto e della sua realizzazione, avanza solo poggiando sulle spalle del pubblico.

«I cittadini che vedono il loro territorio devastato – prosegue Benvegnù – avranno anche il “piacere” di pagare di tasca loro perché questo accada. Per capire dove stiamo e perché ciò avviene, basta leggere la relazione di 170 pagine che la Corte dei conti ha dedicato alla Grande Opera Veneta». Pagine che «demoliscono tutte le basi su cui si è costruita la gestione della realizzazione della Pedemontana Veneta, da ogni punto di vista. Non è una novità. Nell’attesa che la magistratura veneta faccia luce nei buchi oscuri di questa vicenda, e non si distragga come nel caso delle banche popolari venete, è necessario impegnarsi per impedire che si realizzi, con la complicità di chi governa il Veneto, un ulteriore saccheggio del denaro pubblico e si devasti ulteriormente il territorio. La misura è colma».

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