Le Iene di nuovo sui Pfas: quando l’acqua diventa veleno

Nel servizio di Nadia Toffa andato in onda ieri sera a Le Iene si è parlato di Pfas. Non è la prima volta che la Toffa dedica un servizio al problema che sta contaminando l’acqua veneta delle province di Verona, Vicenza e Padova. Durante il filmato vengono raccolte testimonianze di donne diventate mamme che hanno avuto problemi che potrebbero essere legati al fenomeno, si è parlato delle analisi campione eseguite sui 14enni della zona e sono stati intervistati cittadini di Brendola e Lonigo sempre più preoccupati, soprattutto per il silenzio delle istituzioni.

«Il servizio precedente era andato in onda l’11 ottobre dell’anno scorso e torniamo a parlarne perchè da allora non è cambiato niente – spiega la Toffa -. Cioè non è stato preso nessun tipo di provvedimento per tutelare la salute dei cittadini». Proseguendo nel filmato un medico elenca le varie patologie che sarebbero causate dai Pfas: diabete, malattie della tiroide, cancro del rene, cancro dei testicoli e altri tumori. Una donna intervistata spiega: «bevo acqua del rubinetto da quando son nata, cioè 40 anni. Sono arrabbiata perchè nemmeno ora ti vengono a dire “guardate, l’acqua è talmente contaminata che è vietato berla”. No, sono cavoli tuoi».

Dopo aver parlato con la dottoressa Musmeci, responsabile dell’Istituto superiore di Sanità, per capire perchè sono stati fissati dei limiti fino ad otto volte superiori rispetto ad altri Paesi, la Toffa incontra il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. «Non è che non abbiamo fatto nulla. La giunta ha dato disposizione ai dirigenti di proporre altre attività da fare. Noi nel frattempo ne abbiamo fatto molte altre. A noi spetta di mettere in pratica ciò che la commissione tecnica ci dice. Non è un problema che abbiamo creato noi. Ognuno fa quello che pensa, io ai cittadini dico quello che rispondo gli esperti che ci dicono che oggi sono tutelati dal fatto di aver montato i filtri. I Pfas ci sono nell’acqua e questo lo si sa. L’acqua dovrebbe essere purissima però io rispondo in base a quello che dicono i tecnici. I tecnici sbagliano, andranno a rispondere davanti alla procura».