Lessinia, Wwf: «sindaci difendano Parco naturale»

Averardo Amadio, presidente onorario del Wwf, rivolge un appello ai primi cittadini della Lessinia:  «I sindaci siano i primi a difendere il parco». Come scrive L’Arena di oggi a pagina 29, sono 3 le proposte in merito alla prospettata riforma dei confini del Parco naturale regionale sulla scorta dell’emendamento all’ultima legge finanziaria del consigliere regionale Stefano Valdegamberi: «semplificazioni delle modalità burocratiche che, anche per iniziative pur legittimamente riconosciute nel Piano ambientale del Parco, pesano e scoraggiano chi lavora nelle malghe, negli alti pascoli, nei rifugi; revisione dei confini anche con modeste riduzioni di aree tutelate per eliminare situazioni talvolta incongrue; rigetto dell’idea firmata da Valdegamberi che ipotizza la creazione di aree preparco all’interno dei confini dell’area protetta e che ne toglierebbero continuità da Passo Fittanze al Vallone del Malera».

«In Lessinia – spiega Amadio – il Parco, istituito 27 anni fa, è visto come un intruso anche se è nato dopo un lungo dibattito democratico e non era, come la memoria corta di alcuni residenti dice, “calato dall’alto”. Era invece, e ancora è, manifestazione di civiltà e offerta ai residenti di una modalità di governo di quel territorio che invece di togliere opportunità, ne aggiunge. Questo – osserva Amadio – il motivo fondamentale per cui ci opponiamo, con sicurezza e nell’interesse principale di chi in Lessinia ci vive, alla squalifica del Parco, che è conservazione della vita e dei luoghi che tutela, è eredità, è storia, è memoria e non è in contrasto con tradizionali attività locali come l’allevamento». L’esponente del Wwf riconosce che ci sono alcuni problemi da affrontare, a partire dal proliferare dei cinghiali e dei lupi, ma che non è accettabile affrontarli riducendo «del 48% le aree agro-silvopastorali declassate a zone contigue e aprirle, assieme a parte dei vaj, alla caccia e a un utilizzo con minor grado di protezione».

(Ph. Pixabay)