Pedemontana, rischio ricorsi su concessione

Emerge il rischio di ricorsi sull’autostrada Pedemontana. Come scrive Marco Bonet sul Corriere del Veneto a pagina 3, le due delibere che la Regione si appresta ad approvare (accensione del mutuo da 300 milioni, con manovra sull’addizionale Irpef) incidono sulla convenzione originaria siglata nel 2009 che assegnava i lavori al Consorzio ispano-piemontese Sis, composto dalla famiglia Dogliani e da Sacyr. La modifica alla concessione introduce infatti un contributo regionale di 300 milioni in conto capitale prima non previsto; elimina i pedaggi dalla remunerazione di Sis, che ripagherà le spese di costruzione basandosi esclusivamente sul canone di disponibilità; dirotta sulla Regione gli incassi dei pedaggi spostando su quest’ultima il rischio di minore traffico e minore fatturato; intensifica in capo a Sis la responsabilità legata al malfunzionamento dell’arteria.

Ai tempi della concessione la sfida prima davanti al Tar e poi di fronte al Consiglio di Stato fra il pool di imprese guidato da Impregilo e Sis, si giocò proprio sulla questione dei pedaggi e delle stime sul traffico per cui Impregilo invocava l’aiuto della Regione. Secondo Impregilo i pedaggi non sarebbero stati sufficienti a ripagare l’opera; Sis, invece, sostenne che il contributo non sarebbe servito, perché le previsioni di traffico erano più che sufficienti. Ma la Regione nega il rischio di impugnature delle due delibere citando un parere dell’Avvocatura dello Stato secondo cui le modifiche alla convenzione non avrebbero carattere «sostanziale» e neppure sarebbero «tali da snaturare l’originario rapporto concessorio», comportando quindi un nuovo bando, una nuova gara e un nuovo contratto.