“Più patate, meno mimose”, Silvia e Ilaria: «strumentalizzate da Libero»

«Purtroppo chi ha scritto questo articolo e il titolista non hanno capito nulla di #nonsibaratta e vogliono solo cavalcare l’onda della nostra campagna, acquisendone solo il gergo di strada, diretto e vernacolare». Silvia e Ilaria, ideatrici della campagna #nonsibaratta, con un post su Facebook si dissociano dalla prima pagina fatta dal quotidiano Libero sulla loro iniziativa. «Possono strumentalizzare le parole, ma non i contenuti che ci abbiamo messo, di cui parlano superficialmente, per poi passare invece ad un’ampia descrizione di come si cucina la patata: segno questo di quanto interessino loro i diritti delle donne. Dare della patata bollente a Virginia Raggi è stato offensivo, ma questa è un’altra storia e non ci tirassero in ballo. Il giornale Libero rientra tra i nemici della patata (LISTA DI NEMICI DELLA PATATA – La patata non dovrebbe essere amica di chi taglia a fette la patata – di chi sfregia la patata – di chi stalkera la patata – di chi deturpa la patata – di chi abusa della patata – di chi abusa delle patatine)».

«Non offriamo ai passanti la patata, chiediamo alle donne che magari una volta nella vita hanno vissuto, come noi, le pressioni di dover scendere a compromessi sessuali per ottenere un posto nel mondo, loro malgrado. Parlare di come si cucina la patata, l’8 marzo è decisamente fuorviante. Noi vogliamo parlare della vita delle donne, lo facciamo con la nostra arte, con il nostro linguaggio, ci mettiamo a disposizione per strada per spiegare cosa facciamo, ci mettiamo la faccia, vogliamo raccontare e vogliamo ascoltare la voce delle donne che fa fatica ancora, a diventare protagonista. Lo si vede anche da quest’articolo. Ma ben venga se ci da l’occasione di spiegare da che parte stiamo. Buona festa di lotta a tutte! E viva le nostre patate!»

Tags: ,