Venezia, Cgil: «Brugnaro dialoga solo con chi gli dà ragione»

Giordano, segretario della funzione pubblica: «non è vero che non siamo per il merito»

«A brevissimo ci confronteremo con i dipendenti del Comune di Venezia per capire in che modo proseguire un confronto con l’amministrazione comunque difficile». A parlare del lungo contenzioso che da mesi contrappone giunta e sindacato sui 119 precari a rischio è Daniele Giordano, segretario provinciale del settore funzione pubblica della Cgil. Secondo il sindacalista negoziare con il sindaco Luigi Brugnaro è difficile «anzitutto sul piano personale» perché «tende a trattare solo con chi gli dà ragione indipendentemente da quella che possa essere la sua cultura del lavoro, Detto questo, non ci convince anzitutto la decisione della giunta di ridisegnare i meccanismi degli incentivi 2016 con criteri che sono stati formulati all’inizio di quest’anno.».

Sta dicendo che tali incentivi seguono uno schema che di fatto è post-datato rispetto alla loro stessa formulazione?
Sì, è una cosa che per noi non sta in piedi. Detto in altri termini gli obiettivi di tali incentivi sono fissati nel 2017 rispetto a salari erogati nel 2016. Non so rendo l’idea. Mi pare una presa in giro. Poi non ci convince la questione relativa agli incentivi la cui valutazione è affidata ad una commissione speciale.

Vale a dire?
Vale a dire che il sindaco ha istituito una commissione speciale che premi con gli incentivi una serie di proposte di buona amministrazione, conosciute come “idee vincenti”. Ad essere onesti non sono chiari i criteri premiali né tantomeno quelli di composizione della stessa commissione. Si rischia, mi si passi l’ironia, una sorta di effetto “talent show” che non ci convince.

Brugnaro tuttavia pone la questione del merito, che, inutile nasconderlo, spesso manca nei ranghi della pubblicazione amministrazione, afflitta da casi di lassismo e malagestione.
Brugnaro più che all’idea del merito è legato alla retorica del merito, che è ben altra cosa. Noi invece non ci sottraiamo al confronto. Ora per capire il personaggio basti ricordare che quando lui propose di alienare parte dei quadri di calore in possesso del Comune per ripianare il debito si risentì perché il sindacato non lo appoggiò in questa iniziativa. Ha capito?

Detta così, anche voi potreste essere accusati di difendere il merito in astratto.
No. Il nostro sindacato da questo punto di vista non si sottrae al confronto. Basti pensare ai criteri di valutazione del personale comunale nella scuola materna. In quell’ambito i genitori dei bambini possono valutare l’operato degli insegnanti con schede ad hoc. E le valutazioni sono quasi sempre tutte positive, segno che i genitori apprezzano l’operato del personale. E si tratta di persone che guadagnano cifre attorno ai 1200, non stipendi esorbitanti.

Tra i lavoratori c’è tensione sui fronti più svariati. Basti ricordare l’assemblea dei primi di marzo. Qual è la situazione oggi?
I dossier di peso sono parecchi. Tra questi ci sono le supplenze del personale della scuola. Quelle per malattia inferiori ai tre giorni non sono garantite da supplenti ad hoc ma da docenti che insegnano in altre classi i quali alle nove del mattino, all’ultimo secondo, sanno se per caso dovranno prendere il battello per andare a fare qualche sostituzione nella città storica o sulla terraferma. Si tratta di un disservizio per i giovani utenti e per le famiglie e una pratica affatto buona nei confronti del personale educativo.

Il grande scontro, anche in consiglio comunale, è stato sui precari dell’amministrazione comunale.
Premesso che sono persone che possono rimanere senza lavoro e di questi tempi non lo si augura a nessuno, va ribadito che il numero dei precari comunali a rischio è pari a 119. Di questi 39 forse troveranno una risposta, una qualche stabilizzazione. Gli altri 80 saranno lasciati a casa. Avevamo chiesto al sindaco di costruire un piano pluriennale, in modo che se non ci fosse stata la possibilità materiale di una risposta per tutti nel 2017, almeno si sarebbe potuto pensare ad un reimpiego spalmato tra il 2017 e il 2019. Anche su questo argomento però, come su molti altri, non c’è stata possibilità di dialogo. Anche perché Brugnaro tende a preferire di parlare con coloro che gli danno ragione. Non parliamo poi dei settanta vigili urbani, assunti per dodici mesi con contratto di formazione lavoro. Come possiamo pensare che personale in via di formazione, senza certezza sul posto di lavoro, possa fornire uno stabile supporto al personale di più provata esperienza?

Nell’ambito di questo contenzioso la Cisl ha presentato una sua piattaforma autonoma?
Sì, guarda caso con il plauso del sindaco. Comunque non è un’operazione molto lungimirante essendo Cisl solo il quinto sindacato in Comune come numero di iscritti e quindi poco rappresentativa.