Sgarbi: «destinerò intero vitalizio a restauro di opere d’arte»

«I miei 9.000 euro? Sono ben felice, me li merito anche». Due giorni fa l’intervento di Vittorio Sgarbi ai microfoni del programma radiofonico “La Zanzara” aveva sollevato un polverone di polemiche. «Meglio il vitalizio a uno che ha un minimo di capacità dimostrabile che non a loro». Aveva affermato Sgarbi, commentando la proposta del taglio dei vitalizi avanzata dal Movimento Cinque Stelle. Sgarbi si era scagliato contro i grillini difendendo il diritto alla pensione per i parlamentari. «Hai notato che nessuno di questi qua ha mai avuto un lavoro? Hanno avuto il culo di prendere il lavoro grazie ai voti di Grillo». Oggi il critico d’arte si dice pronto a fare un passo indietro e sulla sua pagina Facebook ha annunciato che intende destinare la somma maturata in dieci anni, circa 600.000 euro, al restauro del patrimonio artistico.

«Ho deciso – ha annunciato Sgarbi – per evitare inutili polemiche, ed essendo fermamente convinto che il danaro non ci appartenga, e nel caso mio serva soltanto per il bene della Nazione e del patrimonio artistico, che le iniziative che portano il nome di “rinascimento” abbiamo da qui in avanti un contributo corrispondente al mio vitalizio. Da quando ho iniziato a prenderlo, possiamo partire dal 2007, sono passati 10 anni, si tratta quindi di 600.000 euro. Da questo momento tutto quello che ho incassato come vitalizio andrà per il restauro delle opere d’arte del rinascimento italiano – ha detto il critico – i restauri inizieranno subito e non si pensi che si tratti di una dichiarazione astratta. I restauri inizieranno con un capolavoro straordinario, un Santo di Donatello scoperto a Fabriano, di cui è già in corso il processo di analisi per il restauro. A quell’opera andranno i finanziamenti che io ho raccolto con il vitalizio. Quei soldi andranno tutti per i restauri del patrimonio artistico abbandonato o terremotato».

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