Vicentino va in Marocco, si sposa a sua insaputa

Era andato in Marocco per conoscere la famiglia della sua donna delle pulizie. Ma si trattava in realtà di una trappola e così, Carlo Paganinini, medico di 55 anni residente nell’est vicentino, si è trovato sposato a sua insaputa. Il farmacista, racconta il Giornale di Vicenza a pagina 9, una volta giunto nel paese è stato incitato a partecipare ad una grande festa con banchetto che si teneva in un tendone allestito davanti alla casa dei genitori della sua dipendente marocchina. «Parlavano in arabo e non capivo nulla, mi hanno detto che era una festa di benvenuto – racconta Paganini – L’unica cosa che mi ha insospettito è che la mia amica si cambiava spesso di abito. Ho chiesto spiegazioni e mi è stato detto che faceva parte delle loro tradizioni (…) non c’era neanche l’imam. Ero tranquillo, anche perché sapevo che un uomo non musulmano non può sposare una donna di fede islamica».

Ma poi, una volta tornato in patria, lo scorso aprile giunge al farmacista dal consolato del Marocco una lettera con un atto di citazione a comparire davanti al tribunale locale di Khouribga per il riconoscimento del matrimonio contratto a maggio del 2015: «ho appreso che, non avendo divorziato dalla mia ex moglie in Italia, se non mi fossi presentato in tribunale avrei rischiato un’accusa di bigamia». Il medico si è quindi affidato ai suoi avvocati e a legali marocchini per dimostrare la nullità delle nozze districandosi tra decine di ricorsi che lo hanno tenuto impegnato in una battaglia legale durata quasi 8 mesi. «Quella donna l’avevo assunta come colf e come addetta alle pulizie in farmacia. Era molto brava e attenta nel suo lavoro. Lei mi ha chiesto ospitalità per un periodo e deve aver frainteso il rapporto che si era instaurato tra noi – spiega Paganini – il mio errore è stato di fare avvicinare troppo a me quella donna. Da quando ho cercato di allontanarla, trovandole un altro alloggio e un altro lavoro, lei sta cercando di farmela pagare in tutti i modi».

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