Voucher, Confturismo Veneto: «no all’abolizione»

«Se la strada per i voucher è quella di abolirli, o di usare dei due pesi, due misure, Confturismo Veneto non ci sta». Lo afferma Marco Michielli, presidente regionale e vicepresidente nazionale della confederazione delle imprese turistiche, che in Veneto conta circa 17.000 associati. Come scrive l’Ansa, Michielli contesta l’ipotesi di abolire i buoni lavoro, anche per le imprese del turismo. «Le nostre attività – spiega – sono per loro stessa natura soggette alla stagionalità e all’imprevisto. Se si ammette una deroga per gli stagionali dell’agricoltura, è doveroso prevederla anche per gli stagionali del turismo. Se si ammette una deroga per le imprese senza dipendenti, o con un solo dipendente, è opportuno precisare che ci si riferisce ai dipendenti a tempo indeterminato.

Se si lascia campo libero ai privati – prosegue Michielli -, è doveroso precisare che questi possono utilizzare le relative prestazioni solo per soddisfare le esigenze familiari, con esplicita esclusione delle attività con fini di lucro come ad esempio le locazioni brevi di appartamenti e simili. Vogliono toglierci i voucher e mantenere il lavoro a chiamata? Sappiano – conclude – che con il lavoro a chiamata dopo 5 giorni lavorativi il dipendente perde tutta la disoccupazione del mese. Se questo è l’unico modo per evitare il referendum, si sappia che noi non ci stiamo a fare da vittime sacrificali».