Treviso, caos tribunale: «giudici in arrivo, ma non c’è spazio»

«A settembre raggiungeremo una pianta organica di 36 magistrati grazie ai nuovi arrivi e sarà un traguardo storico, ma incredibilmente rischieremo di non avere modo di farli lavorare perchè non sapremo dove metterli e che personale affiancare loro». Sembra un paradosso ma, secondo quanto si legge nell’articolo di Federico de Wolanski pubblicato sul sito de La Tribuna il 9 marzo scorso, il rischio per il tribunale di Treviso descritto dal presidente Aurelio Gatto sarebbe concreto.

La situazione, infatti, è bloccata da due anni: il 12 giugno 2015, infatti, il tribunale aveva chiesto al ministero di approvare l’allargamento delle strutture del palazzo di giustizia trevigiano nei locali dell’Appiani. Col sostegno di Ca’ Sugana, che si impegnava a concedere 400 metri quadrati senza pagamento del canone d’affitto ma a fronte di soli 22 mila euro annui di oneri per il ministero.

«Ad oggi non abbiamo ottenuto nessuna risposta – spiega il presidente Gatto – e il Comune ha deciso di ritirare la sua disponibilità». Dunque a settembre arriveranno i nuovi magistrati senza che però siano stati individuati nuovi locali in cui collocare i nuovi uffici. Mancano inoltre gli ufficiali giudiziari e il personale amministrativo, dato che le nuove assunzioni sono circoscritte ai magistrati. «L’ampliamento della pianta organica rischia di diventare un paradosso – dice il presidente degli avvocati Massimo Sonego – avremo pane ma non denti, e un concreto rischio implosione per l’attività di un tribunale attorno a cui gravitano oltre duemila avvocati».