Molestie profughi, sindaco Bagnoli: «chiudere campo»

L‘hub per profughi di Bagnoli? «Deve essere chiuso». Così scrive Nicola Stievano sul Mattino a pagina 23, il sindaco Roberto Milan interviene sulla questione delle molestie sessuali rivolte da alcuni profughi alle lavoratrici del campo. «Ho intenzione di portare il caso all’attenzione del Ministro dell’Interno – annuncia il primo cittadino -. Proprio il giorno della Festa della donna ho saputo dell’esperienza di queste lavoratrici. Gli episodi sarebbero più di uno e pare che diverse persone ne fossero a conoscenza già da alcune settimane. Chi sapeva, ha taciuto. Eppure siamo di fronte a donne spaventate e preoccupate, che vanno ascoltate e difese, nella loro dignità di persone e di lavoratrici. Temono di perdere il posto, di restare senza un impiego per la loro denuncia, e questo non è accettabile. Ci auguriamo che venga appurato rapidamente come sono andate le cose e che per i responsabili vi sia una punizione esemplare. Al momento, che io sappia, non è stato preso alcun provvedimento».

«Domani è prevista l’apertura delle buste per l’aggiudicazione dell’appalto dell’hub di Bagnoli – continua il sindaco -. Chiedo che l’iter venga bloccato e che si lavori, invece, a una reale alternativa a questo sistema di accoglienza. Quanto successo conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, a quali conseguenze porta questa concentrazione eccessiva di migranti. Dove vi sono centinaia e centinaia di persone, costrette all’ozio per mesi e mesi, è più facile che vi siano delle degenerazioni. Nei piccoli gruppi è possibile individuare e controllare chi potrebbe causare dei problemi o mettere a repentaglio la sicurezza di tutti. Ma dove convivono centinaia di persone, oltretutto di tante nazionalità diverse, come possiamo pensare di avere sempre la situazione sotto controllo? Episodi preoccupanti ce ne sono già stati ma questo è gravissimo e merita particolare attenzione. Un motivo in più – conclude Milan – per chiedere, ancora una volta, che la base venga chiusa e che l’accoglienza sia organizzata attraverso strutture più piccole e meglio distribuite nel territorio».

(ph: twitter)