Omicidio-suicidio a Gambellara, inchiesta Csm su gip Gerace

Lo schianto di martedì in cui ha perso la vita Vanna Meggiolaro è stato solo il tragico epilogo di anni di minacce da parte del marito da cui si stava separando, morto nell’incidente che lui stesso ha provocato. Come spiega il Corriere del Veneto, il gip Massimo Gerace, rifiutò di imporre un divieto di avvicinamento ad Antonio Facchin nei confronti della moglie e della figlia Sara, chiesto dal pubblico ministero Alessia La Placa il 15 marzo 2016. Ora il Consiglio superiore della magistratura cercherà di capire i motivi che hanno portato il giudice al rigetto della misura cautelare.

E’ il componente del Csm, Pierpaolo Zanettin, a chiedere l’apertura di un fascicolo sulla decisione del giudice, definito dal procuratore Cappelleri «poco perspicace». Zanettin spiega: «considerata la situazione di grave contrasto che si è venuta a creare tra la Procura e il gip di Vicenza ritengo doveroso un intervento del Csm, per valutare l’appannamento dell’immagine di imparzialità del magistrato coinvolto». Secondo il procuratore della Corte d’Appello di Venezia, Antonino Condorelli, queste misure cautelari vengono concesse sempre meno, alimentando «un trend di scarsa tutela sociale che richiede un bell’esame di coscienza generale».