Cassonetti abiti usati in fiamme, la onlus: «raid razzista»

«Humana è divenuta un facile bersaglio del sentimento razzista perché i suoi contenitori si trovano sulla strada e mostrano immagini di bambini di colore. Chi cancella o brucia quei volti è simbolo di una pericolosa frustrazione sociale che si sfoga verso i più deboli, ma la cui vera origine dovrebbe essere ricercata nelle politiche economiche e finanziarie dei governi». Così, sul Corriere del Veneto nell’edizione di Verona a pagina 11, la presidente di Humana Onlus, Karina Bolin, commenta i raid vandalici ai danni dei cassonetti per la raccolta di abiti usati della sua organizzazione dati alle fiamme nei giorni scorsi.

«Il nostro lavoro di raccolta degli indumenti usati non è finanziato da alcun ente pubblico – precisa la presidente in una nota -: crea posti di lavoro in Italia e, attraverso la commercializzazione solidale degli indumenti, genera risorse che vengono spese in Africa e in India per risolvere problemi concreti come la fame, la mancanza di istruzione e le epidemie. Parte delle risorse sono destinate ad interventi sociali in Italia».

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