«Pedemontana, revoca concessionario costerebbe 2 miliardi»

L’ipotesi di revoca o risoluzione del rapporto con il Concessionario della Pedemontana «non era percorribile». Lo dice il Segretario Generale della Programmazione della Regione Veneto, Ilaria Bramezza, in relazione alle richieste di alcuni gruppi del Consiglio Regione sulla fattibilità e sulle conseguenze dell’eventuale risoluzione o revoca del rapporto con il Concessionario della Superstrada Pedemontana Veneta. Bramezza indica gli ostacoli alla revoca, a partire dal rischio di danno erariale per la Regione: «se la Regione paga i danni derivanti da una risoluzione del rapporto concessorio senza che vi siano previsioni contrattuali specifiche – sottolinea – la Corte dei Conti contesterebbe immediatamente un danno erariale in capo al Concedente Regione per le somme erogate senza titolo».

Il Segretario Generale sottolinea poi il rischio di esborso di più di 2 miliardi di euro, «cioè quanto previsto in convenzione dal risarcimento danni per il Concessionario (clausola comunque non applicabile)». A questo importo complessivo, «andrebbero aggiunti i maggiori tempi e costi per la riassegnazione ad altro operatore della concessione – continua -. La risoluzione del rapporto renderebbe infatti necessario, da parte della Regione, individuare ed attivare nuovi mezzi giuridici, secondo le procedure di legge, per il completamento e la gestione delle opere, siano essi appalti o una nuova concessione di costruzione e gestione». In ambedue le ipotesi, rileva, «la Regione dovrebbe procurarsi le risorse finanziarie indispensabili (nel caso di appalti), oppure ricercare nuovamente sul mercato forme di partnership atte al reperimento di risorse finanziarie private».