Sanità veneta, Bartelle replica a Coletto

«Ringrazio l’Assessore Coletto per la definizione di “Regina delle denunce”, slogan che rappresenta appieno il mio operato come consigliera regionale del Veneto, perché le denunce da riportare sono molte, quasi infinite, finché a governare questa regione sono gli assessori come Coletto e le denunce non avranno fine e nessuno slogan potrà fermarmi». La consigliere regionale del Movimento 5 stelle Patrizia Bartelle ribatte così alle parole dell’assessore in risposta alla polemica della grillina sul trattamento riservatole al Pronto Soccorso di Adria. «Se per Coletto quel che io ho vissuto significa essere “trattati bene” – prosegue Bartelle – è chiaro che il suo concetto e la sua visione di sanità è a dei livelli di umanità ai quali nessun essere umano deve mai abbassarsi, al di là di quel che, secondo lui, i veneti pensano sulla sanità e che penseranno quando verrà ulteriormente smantellata dalla riforma Azienda Zero».

«Fa specie che una istituzione qual è il signor Coletto denigri un semplice resoconto di ciò che è accaduto ad un normale malato che entra in una struttura ospedaliera e cerca cure al suo male, ed è ancor più grave e squallido che tenti collegamenti con la manifestazione ad Adria sui veri, e non presunti, tagli all’ospedale alludendo ad un mio tentativo di fingere il malessere per dimostrare chissà cosa; perché invece l’assessore Coletto non risponde con la stessa solerzia alla mia interrogazione, depositata quasi un anno fa ed esattamente il 25 marzo 2016, in cui si chiede conto perché lei e la sua giunta, non abbiano mai applicato semplici regole per risparmiare reali milioni di euro, nella gestione di ogni uls, applicando poche regole, e non a tagli di servizi alla persona. Risponda ai cittadini che le chiedono maggiori posti negli ospedali, maggiori servizi».

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