Uccise ladro, tabaccaio assolto chiede danni

Dopo essere stato assolto in appello dall’accusa di eccesso di legittima difesa per aver sparato e ucciso un ladro, Franco Birolo passa al contrattacco. Come scrive Michela Nicolussi Moro sul Corriere del Veneto a pagina 5, ora il tabaccaio padovano vuole chiedere i danni: «la sentenza d’appello non ha ribaltato la prima, che mi imponeva anche un risarcimento di 225 mila euro alla madre di Ursu e 100mila alla sorella – ragiona Birolo -. Se l’avesse ribaltata, il giudice avrebbe disposto che sia risarcito io dei danni subiti, almeno materiali, e invece così non è. Una volta chiusa la parentesi penale, farò causa civile per ottenere il risarcimento». Escluso il defunto Ursu ed esclusa sua madre a cui Birolo dichiara di sentirsi vicino, non resta che rivalersi su uno dei tre complici, Gherghe Neagu, 20enne rumeno che ha patteggiato due anni e 5 mesi di carcere.

Birolo, che continua ad incassare solidarietà e sostegno dagli abitanti del suo paese (Correzzola), si è inoltre imbarcato in una campagna chiedere la modifica della legge sulla legittima difesa. In questa sua battaglia, il tabaccaio padovano si consulta spesso con i suoi “colleghi” di sventura: si va da Graziano Stacchio e Roberto Zancan a Francesco Sicignano, Carla De Conti e Walter Onichini: «Il paese ha bisogno di qualcosa di più forte da questo punto di vista – spiega Birolo – non stiamo parlando di farsi giustizia da soli, di Far West o di licenza di uccidere, ma di potersi difendere dalle aggressioni senza poi subire un’odissea giudiziaria. Non sono un pistolero, ho solo reagito ad un agguato».

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