Veneto Banca, Lanza: «niente proroghe per rimborso»

Oltre il 22 marzo «non allungheremo ulteriormente il periodo, confortati anche dal fatto che in questi giorni l’andamento dell’adesione è molto positivo». Così, intervistato dal Gazzettino, il presidente di Veneto Banca Massimo Lanza sull’Offerta pubblica di transizione (Opt) promossa dal gruppo e la cui scadenza è stata spostata per allineare la proposta a quella della Popolare di Vicenza. L’obiettivo, aggiunge, «resta l’80%. Questa offerta deve essere un segnale importante per riacquistare fiducia, oltre che per ridurre il rischio legale».

Un segnale «innanzi tutto per noi», spiega, «perché la fiducia è la conditio sine qua non per ricostruire la banca. Ma è importante anche far arrivare il messaggio dal territorio a tutti coloro che hanno un ruolo decisorio, anche il ministero dell’Economia ma soprattutto le autorità europee. Andando in giro in questi mesi, mi sono sentito dire da sindaci, governatori, associazioni e imprenditori una cosa sola: “È importante che voi rimaniate sul territorio a sostenere le piccole e medie imprese”. Se il progetto della banca territoriale è valido, allora deve essere il territorio stesso a far capire ai decisori che è suo desiderio che le nostre banche non solo sopravvivano, ma si rinnovino e ricoprano il ruolo di motore dell’economia».

«Il risultato positivo dell’offerta sarebbe l’espressione più significativa di questo messaggio. Quello che vince è il mercato. Oggi è importante fare massa critica, altrimenti non si riescono ad ottenere economie di scala e di scopo. Per questo immaginiamo un piano di fusione, solo così si può tornare ad avere nel Nordest una banca territoriale efficiente».