Verona, allarme Pfas: chiuso un pozzo allo Stadio

L’allarme Pfas arriva a colpire il cuore di Verona. Come scrive l’Arena a pagina 11, è stato chiuso un pozzo di approvvigionamento idrico in zona Stadio in seguito a un recente controllo dell’Ulss Scaligera che aveva rilevato giovedì scorso la presenza di una sostanza perfluoroalchilica (il Pfos, acido perfluoottansulfonico) nella centrale di Porta Palio. «Dall’analisi puntuale effettuata – spiega una nota di Acque Veronesi -, è risultato un superamento di 3 ng/litro (33 ng/litro rispetto i 30 ng/litro stabiliti dal Ministero della Salute). Si precisa che il superamento di una sola analisi ha di per sè scarso valore dal punto di vista della salubrità dell’acqua, tanto che la circolare emanata dall’Istituto Superiore della Sanità, organo competente in materia, e recepita dalla Regione Veneto, prevede di valutare il dato in maniera statistica, su più campioni e per un dato periodo. A scopo puramente cautelativo tuttavia, in accordo con l’Ulss, il pozzo e tutta la centrale di distribuzione sono stati immediatamente posti fuori servizio e la fornitura d’acqua per la zona Stadio è stata garantita dalle altre centrali presenti in città».

«Al fine di comprendere la provenienza delle sostanze e per mettere definitivamente in sicurezza l’impianto di captazione sono tuttora in corso verifiche da parte degli enti preposti – rassicura l’azienda municipalizzata – Dai dati storici in possesso di Acque Veronesi, appare evidente che la falda che interessa l’approvvigionamento del sistema idrico di Verona non risulta compromessa». Sulla questione interviene anche l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin: «dai primi elementi raccolti l’Arpav esclude che possa esserci qualche collegamento con l’inquinamento da Pfas nell’area di Trissino. Lo sforamento dei limiti nel pozzo veronese è di leggera entità ma, in ogni caso, l’attenzione resta massima. Anche il rilevamento di questo episodio conferma che l’attività di monitoraggio e controllo è continua e riguarda tutto il Veneto».