Mose, l’accusa a Orsoni sul finanziamento elettorale

Ieri al tribunale di Venezia sono state ricostruite le spese della campagna elettorale 2010 dell’ex sindaco Giorgio Orsoni, accusato di finanziamento illecito nel processo Mose. «L’ipotesi di budget ammontava a 437 mila euro, poi riformato a 287 mila. La cifra è cambiata per la modifica di alcuni voci di spesa quali la tipografia e gli spot in tivù», ha detto il commercialista veneziano Valentino Bonechi, citato come testimone dalla difesa di Orsoni. Ma, come scrive Rubina Bon sul Mattino a pagina 5, l’accusa dei pm è che il rendiconto ufficiale delle spese si sia fermato a 287 mila euro e che la quota restante sia stata pagata anche dall’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati.

Secondo Bonechi sia i 437mila che i 287 mila euro erano un preventivo, mentre per la Procura i 287 mila euro rappresentano invece il consuntivo a cui manca l’aggiunta di Mazzacurati. Tuttavia, sentito come imputato nella penultima udienza Orsoni aveva ribadito di non aver mai ricevuto soldi da lui. Tornando alle spese elettorali, il pm Stefano Ancilotto ha sottolineato come circa il 50% dei finanziamenti (oltre 180mila euro) sia arrivato nel conto di Orsoni negli ultimi 5 giorni di campagna elettorale a fine marzo. Soldi versati in special modo da aziende nell’orbita del Consorzio (50mila euro dalla San Martino; poi Clea, Cam e altre).

Tags: ,