Padova, sacerdote anziano truffato: 4 denunciati

I militari della Stazione Carabinieri di Padova, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza, hanno eseguito perquisizioni nei confronti di quattro persone italiane, tre uomini ed una donna milanesi, sospettati di essere componenti di una banda specializzata in truffe aggravate a danno di numerosi anziani sacerdoti. L’indagine è partita ad ottobre dalla denuncia sporta da un prelato di Padova, il quale, contattato al telefono da sedicenti incaricati del Tribunale di Milano, è stato indotto a credere di essere sottoposto ad un procedimento penale per mancati pagamenti in passato di abbonamenti a riviste e di essere soggetto a possibili conseguenze giuridiche ai suoi danni. Il parroco, assediato incessantemente al telefono e via mail, ha effettuato diversi bonifici per più di 7.000 euro a favore di un fantomatico studio legale di Milano che avrebbe dovuto aiutarlo nella gestione del caso.

I successivi accertamenti degli investigatori hanno permesso di accertare sia i beneficiari che gli esecutori materiali della truffa aggravata, scoprendo che lo stesso raggiro era stato compiuto anche nei confronti di altri parroci anziani del Nord Italia. Si è difatti riusciti a ricostruire chi fungeva da “telefonista”, occupandosi anche delle comunicazioni on line, e chi si prestava ad attivare a proprio nome presso diversi istituti di credito carte prepagate provviste di iban, idonee a ricevere bonifici, preoccupandosi anche di presentarsi allo sportello per incassare i proventi illeciti da suddividere successivamente tra i componenti della banda.

Al telefonista è stata sequestrata la “borsa da lavoro” dove, oltre al pc, chiavette usb, sim telefoniche fittizie, sono stati ritrovati numerosi fogli manoscritti e dattiloscritti contenenti innumerevoli nomi di parroci, divisi per Provincia di residenza, con numeri di telefono classe nascita e data di ordinazione. I nomi dei parroci venivano scelti con attenzione, privilegiando le persone nati negli anni ’30-’40. Allo stato attuale sono state registrate truffe per almeno 150.000 euro.

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