Sparò a ladro, vescovo Chioggia: «non incriminare chi si difende»

«Hanno tenuto conto delle circostanze, che in situazioni come queste devono necessariamente essere valutate». Così, in un articolo di Gianmaria Pitton sul sito del Giornale di Vicenza, mons. Adriano Tessarollo vescovo vicentino di Chioggia, commenta l’assoluzione da parte della Corte d’appello di Venezia nei confronti del tabaccaio di Correzzola (Padova), Franco Birolo, dall’accusa di eccesso di legittima difesa per aver sparato e ucciso un ladro che si era introdotto nella sua attività.

Tessarollo, che a suo tempo aveva criticato duramente la sentenza in primo grado che aveva condannato Birolo a risarcire i danni alla famiglia della vittima, torna all’attacco del sistema giuridico italiano e sulla questione irrisolta della legittima difesa: «lo Stato non è in grado di difendere i cittadini. E il sistema è così confuso che arriva a incriminare chi viene aggredito, se tenta di difendersi. Intanto ci sono anziani che vengono aggrediti per 50 euro. E i responsabili, se vengono presi, dopo due o tre giorni sono già fuori».