Bertelle: «no a rimborso BpVi»

Pubblichiamo il comunicato di Renato Bertelle, Presidente dell’Associazione Nazionale Azionisti Banca Popolare di Vicenza

Lo scorso 14 marzo si è riunito il Consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale Azionisti Banca Popolare di Vicenza per esaminare l’Offerta pubblica transattiva e le altre 2 proposte avanzate da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
Il Consiglio, valutata l’attuale situazione delle due banche, seppur non ritenendo opportuno consigliare i soci in merito alla decisione di accettare o meno le proposte, esprime su di esse un parere negativo. Innanzitutto le somme proposte con l’Offerta pubblica transattiva (9 € per la Banca Popolare di Vicenza e il 15% del prezzo pagato per Veneto Banca), infatti, appaiono da un lato troppo esigue per soddisfare un minimo risarcimento per la perdita di valore delle azioni e dall’altro un malcelato tentativo di Atlante di alleggerire il pesantissimo contenzioso finalizzato alla vendita delle due banche e di poter sfruttare il business dei NPL alle spalle dei risparmiatori traditi e truffati. Lo stanziamento di 30 milioni per ciascuna banca per i casi di particolari situazioni di disagio (il cui protocollo di erogazione doveva essere concordato con le Associazioni ed è invece stato partorito dalle sole banche) appare ora snaturato nei suoi iniziali contenuti e trasformato in una operazione finanziaria favorevole solo alle banche, ma sicuramente non di concreto aiuto ai bisognosi. Il ristoro agli scavalcati (subordinato, come lo stanziamento di 30 milioni, al raggiungimento dell’80% dell’O.P.T.) senza la pubblicazione dell’elenco dei nomi dei “fortunati” che hanno venduto le azioni appare solo una ridicola ed offensiva operazione di facciata (in realtà, almeno una parte della lista è effettivamente stata pubblicata, ndr).

Per quanto sopra il Consiglio, seppur esprimendo parere nettamente e convintamente contrario sull’Offerta pubblica transattiva, ritiene che ciascun socio debba valutare personalmente la propria situazione ed in base a questa decidere sull’opportunità o meno di accettare l’Offerta. Nell’apprendere, dopo il Consiglio direttivo, che la Diocesi di Vicenza ha aderito alla proposta di transazione non si può non esprimere il parere per il quale ritenere che con tale decisione la Diocesi e di suoi esponenti confermino lo stretto legame esistente con la Banca sin dai tempi di Zonin a danno dei risparmiatori truffati: la Diocesi vorrebbe far credere che accettare la somma di € 27.027 – meno dell’1,65% a saldo della perdita di valore anti-svalutazione di € 1.640.937,5 delle 26.255 azioni possedute – sarebbe frutto di un ”processo di discernimento”, mentre in realtà tale decisione altro non appare che una bieca sottomissione alle esigenze mediatiche della banca per influire favorevolmente sulla Offerta pubblica transattiva. Da ultimo rendo noto che sabato 25 marzo Don Enrico Torta celebrerà nella Basilica del Santo a Padova una messa per tutti i risparmiatori truffati ed in suffragio per chi si è tolto la vita o vive uno stato di indigenza e sofferenza a causa del dissesto finanziario creato da scellerati gestori delle banche venete. Tutti i soci sono invitati a partecipare alla manifestazione, che sarà la prima volta a sollecitare i politici, i pubblici amministratori e gli organi della Giustizia a tutelare nel minor tempo possibile i diritti degli azionisti truffati.

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