Lorenzoni: «a Padova serve aria nuova, non “buonsenso”»

Il candidato sindaco di Coalizione Civica («più che di sinistra, siamo avanti») punta sulla «qualità della vita». Sul nuovo ospedale non si sbottona. E punta all’elettorato grillino

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Arturo Lorenzoni si sta divertendo – almeno per ora. Da docente universitario di economia dell’energia e ambiente a candidato sindaco di Padova per Coalizione Civica (la sinistra locale, anche se vedremo che il termine non è graditissimo), il salto c’è: riunioni, incontri, beghe, litigi, idee, nuove conoscenze, appuntamenti, il bello e il brutto della campagna elettorale per lui sono già cominciati, anche se l’inaugurazione ufficiale della sua sarà il 21 marzo. Ma mentre ci parla si vede che è contento della scelta. Tanto che non ci fa neanche attaccare con la prima domanda: parte in quarta lui, aprendo il discorso sulla «linfa vitale inespressa» di Padova, della necessità di «riallineare il tessuto sociale con l’amministrazione» a partire dalle eccellenze patavine, «dall’università in cui siamo i primi in molti settori, al volontariato, allo sport, alle attività culturali».

Io però le chiedo di dirmi una questione, un tema politico secondo lei molto importante ma ciò nonostante invisibile sui media.
La qualità della vita. Va bene i solare i temi circoscritti, ma ci vuole una visione d’insieme. Un’idea di come si vuole Padova fra 20-30 anni. Ad esempio, prendiamo la mobilità…

…dove a quanto pare lei sarebbe per mettere un ticket d’ingresso al centro storico.
Ticket? Ma se lo sono inventati! Io sostengo che è necessario cambiare radicalmente. Stiamo andando verso i veicoli a guida autonoma. Pensiamo piuttosto a mettere i sensori… Penso a Padova come una città-pilota, con progetti finanziati dall’esterno, dalle aziende. Bisogna portare la tecnologia in questo settore.

Cambiamenti radicali li promettono tutti. Poi però il problema sono sempre le risorse, o meglio la mancanza di risorse.
Le risorse si trovano, se si hanno progetti nuovi e originali. E vado avanti e le parlo del lavoro.

Del lavoro? Cosa può fare un singolo Comune sul lavoro?
Può fare. Padova è forte nella produzione agricola, pensiamo a lavorare sulla logistica con le app. Anche qui ci vogliono progetti coi privati, il Comune dev’esserne il motore. Bisogna innescare meccanismi virtuosi. Un’idea è aprire le case di quartiere, che saranno nuclei di attività sportive, sociali e culturali, riutilizzando edifici comunali. I ragazzi accompagnano i figli a fare sport e comprano nei negozi di quartiere, che trovano lì… Basterebbe copiare dalle esperienze internazionali, da Parigi, da Barcellona, che ha sperimentato le “strade verdi”.

Lei, giustamente, parla di qualità della vita. Ma a molti cittadini preoccupano sicurezza e presenza di immigrati. Giordani, il candidato Pd, dice che assumerà l’assessorato alla sicurezza. C’è chi ha scritto che vuole fare lo sceriffo. Lei che ruolo impersonerà?
Io coinvolgerò un professionista di altissimo livello. Il tema della sicurezza va pensato assieme allo sviluppo: la società buona scaccia quella cattiva. Non uno sceriffo, o la telecamerina, ma il potenziamento delle reti sociali.

Cioè, per parlar potabile?
Far rivivere la città. L’immigrazione è un altro tema, che va pensato separatamente, e secondo me affrontato con i centri Sprar (accoglienza diffusa d’accordo coi Comuni, ndr).

Gli Sprar li vogliono tutti a parole, poi però si scontrano con il business dell’accoglienza, che alle cooperative rosse o bianche rende maggiori profitti attraverso i campi profughi.
Per me il business deve finire. Basta con l’approccio assistenzialistico. Dobbiamo inserirli, non tenerli lì e dargli qualche euro.

Purtroppo per farlo bisognerebbe governare il problema, e forse qualche riflessione dovrebbe farlo anche la sua parte politica.
E quale sarebbe la mia parte politica?

Vogliamo chiamarla “sinistra”?
Vogliamo dire “avanti”? Guardi che la mia provenienza è davvero civica. Non ho mai avuto tessere in vita mia.

Il fronte che la sostiene è fatto da associazioni, movimenti e partiti di sinistra. Che hanno un’ostilità quasi antropologica addirittura col Pd, e più ancora con gli alleati del Pd, i cosiddetti moderati ex bitonciani e del Ncd. Per non parlare dell’ex sindaca Destro, che ha pubblicato elogiato Giordani.
Il problema, se c’è, è reciproco. Ma io non ho mai militato in nessun partito. Quanto alla Destro, andiamo a vedere chi ha governato Padova dai primi anni ’80 in poi, e vediamo chi sostiene chi. Non può essere chi ha ridotto Padova così a proporre soluzioni.

Mi dice il motivo per cui non si sono fatte le primarie di tutto il centrosinistra, ma solo quelle che hanno eletto lei, visto che il Pd il suo candidato l’aveva già scelto?
Perchè il Pd aveva paura di perderle.

Però così rischiate grosso. In genere, se si va divisi al primo turno è per massimizzare i rispettivi bacini elettorali, cosi da farli convergere al secondo. Ma c’è il precedente disastroso delle scorse comunali. Dal Pd tuttavia c’è già chi ha lanciato l’invito a unirsi per il ballottaggio. Su quali basi, secondo lei?
Anzitutto su basi di dialogo paritetico, che finora non c’è stato. Ma attenzione: non è la stessa cosa se avviene con me al ballottaggio, o con Giordani. La mia visione è molto diversa.

Per esempio? Cemento zero?
La differenza è di una profondità enorme.

E del nuovo ospedale?
Non parlo ora del nuovo ospedale.

Giordani dice che, testuale, sarebbe per il nuovo su vecchio.
Sto studiando il problema.

E’ un modo per prendere tempo, dovendo tener conto dei portatori d’interesse?
I portatori d’interesse sono anche il bar all’angolo…

Beh, c’è una certa gradazione, nel potere degli interessi.
Guardi, ho messo molto in discussione la mia idea personale sul nuovo ospedale. Va fatta un’analisi costi-benefici, che in tutti questi anni non è mai stata fatta. Sto approfondendo, mica ci si può basare su quello che si legge sui giornali…

Questo è poco ma sicuro. A proposito: come trova l’atteggiamento della stampa in questo inizio di campagna elettorale?
Una stampa così schierata è un problema non per me, io mi difendo. E’ un problema per la città, per la società.

Teme di essere danneggiato dalla rappresentazione già in atto di una sfida a due Bitonci-Giordani?
Vediamo fra un mese.

…oppure di vedersi rubare i voti di protesta dal Movimento 5 Stelle, che viene votato a priori, anche quando, come a Padova, non ha ancora ufficializzato il candidato sindaco?
Pare l’abbiano trovato (Simone Borile, ndr). Ma siamo noi che rubiamo voti a loro, vedrà. Chi potrebbe rappresentare meglio di me le loro 5 stelle, dopotutto? Serve entusiasmo, non buonsenso.

Prego?
Cos’è il buonsenso? Le conoscenze che già ci sono, la strada già tracciata. Serve guardare oltre. Sull’ambiente, per esempio, i miei avversari sono alla preistoria. Io voglio motivare i giovani ad andare a votare. Non so se se ne sono accorti, ma è cambiato il mondo.

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