Parroco difende Zaia su Pedemontana, Pd: «disinformato»

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«Sulla Pedemontana, probabilmente il parroco di Carpenedo non sa o è stato informato male. Lo Stato per quest’opera ha già messo 615 milioni e adesso non può pagare ancora per un errore di valutazione della Regione». Lo affermano i consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno Pigozzo e Francesca Zottis replicando a distanza alle dichiarazioni di don Gianni Antoniazzi, che sulla superstrada si è schierato dalla parte del governatore. «Questo pasticcio – proseguono i due consiglieri – è nato con Galan, che ha firmato il contratto nel 2009, e poi da Zaia che ha aggiornato il piano economico finanziario nel 2013 e quindi non può scaricare, come fa solitamente, le responsabilità ad altri».

«Forse don Antoniazzi non conosce tutti i retroscena; in caso contrario, ha preso un abbaglio. Lo Stato – aggiungono – ha già fatto la propria parte ed è la Regione che deve rimediare ai propri sbagli. Purtroppo, per farlo, Zaia ha deciso di mettere le mani nelle tasche dei veneti, aumentando l’addizionale Irpef, nonostante le promesse in campagna elettorale e, solo pochi mesi fa, durante la discussione sul bilancio. Certo è curioso – commentano in chiusura Pigozzo e Zottis – che chi vuole l’autonomia vada poi a battere cassa a Roma, sperando che qualcun altro gli tolga le castagne dal fuoco, facendo pure le vittime».

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