Pistola sul comodino, il prefetto revochi il porto d’armi a Tosi

Il cattivo esempio del sindaco di Verona è palese: questa volta l’ha sparata troppo grossa

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Flavio Tosi non è mai stato un tipo alla John Wayne nel film «Un uomo tranquillo» – la storia di un pugile forte che non vuole più fare a botte nemmeno per scherzo, per timore delle conseguenze della sua forza, e che piuttosto di mettere a repentaglio la vita degli altri preferisce sopportare in silenzio insulti e contumelie anche dalla giovane sposa. L’ormai ex sindaco di Verona è sempre stato un tipo fumantino, a Milano direbbero un “ganass”», uno che la spara grossa, che si agita subito, ma che alla fine è un bonaccione.

Col tempo però, forse con la percezione della perdita del potere e del consenso, è cambiato. Non che sia diventato cattivo – a parte l’avversione ai giornalisti non amici e a quelli de Il Fatto in particolare, che però gli sta costando – ma ha perso quella venatura simpatica, con la quale in fondo sapeva condire gradassate altrimenti inutile e offensive, perlomeno innocue, come ai bei tempi della tigre che si portava al guinzaglio. E adesso l’ha veramente sparata grossa, troppo grossa per far ridere. Certo, come sempre, gira un sacco di disinformazione, in particolar modo sui temi della sicurezza, che sono un problema serissimo, che però si risolve con il fare – non con il chiacchierare – possibilmente in silenzio. Già il fatto che se ne parli, vuol dire che siamo messi male.

Invece a partire dai minimi fatti fino alle tragiche vicende di questi giorni – che hanno portato all’ennesima morte di un ladro introdottosi nell’abitazione questa volta di un ristoratore a Lodi, vogliamo sperare per un colpo di fucile partito involontariamente – è tutto un fiume di chiacchiere improprie e inconcludenti, culminate con le clamorose dichiarazioni, appunto di Tosi, e della sua confessione di dormire con una pistola 44 Magnum sul comodino. Un’arma questa (se effettivamente è quella che hanno riportato i giornali) più adatta a sparare a un elefante che a mettere in fuga un ladruncolo. Un revolver che fa buchi grossi, per intenderci. Un gingillo da non far vedere in giro e quindi men che meno da sbandierare come un trofeo. Ma, ormai, cosa si fa per quattro voti.

Diciamo che all’informazione, e a noi in particolar modo, potrebbe anche non interessare molto delle passioni da ispettore Callaghan di Tosi, ma non possiamo restare indifferenti invece nell’apprendere le consuetudini in tema di uso delle armi del sindaco di una grande città, come Verona (che ancora non è la Tortuga, e se lo fosse il primo cittadino ne sarebbe almeno un po’ responsabile…). In teoria un uomo delle istituzioni certe cose le dovrebbe sapere.

E poi c’è una questione più generale sull’educazione all’uso delle armi, sul rispetto delle leggi che ne disciplinano la disponibilità da parte dei cittadini. In altre parole, anche un fuorilegge sa bene, e soprattutto ha il dover di sapere, che detenere un’arma carica sul comodino di casa è una cosa non consentita e può portare al ritiro del porto d’armi. In tal modo si diffonde l’idea pericolosissima che l’uso delle armi non sia la ratio extrema di una persona responsabile e consapevole delle leggi, ma sia invece siano lo sfogo di rodomonti e pistoleri improvvisati, gente che raramente farebbe centro da 5 metri, ma molto pericolosa per la civile convivenza. La legge dice chiaramente che le armi vanno conservate in luogo sicuro al riparo da chiunque, scariche, e separate dal posto dove si conservano le munizioni.

Insomma alla notizia delle consuetudini del sindaco di Verona ci siamo fatti qualche domanda, che vorremmo girare al Prefetto Mulas, a coloro che hanno – evidentemente – concesso a Flavio Tosi una autorizzazione a detenere armi per difesa personale (ammesso che ce ne fossero effettivamente gli estremi). Se un cittadino comune dichiarasse di detenere con tanta leggerezza una pistola, non gli sarebbe immediatamente revocato il permesso?

Eppure qualche inquietudine sulle sue capacità balistiche in effetti Flavio Tosi le aveva già suscitate da tempo, essendo stato coinvolto nel 2011 in un incidente di caccia in cui un giovane fu involontariamente ferito. E forse qualche ulteriore verifica sull’effettiva idoneità del sindaco a detenere le armi andrebbe fatta. Il cattivo esempio, a volte, può fare più danno di un paio di colpi di fucile esplosi per sbaglio. Se Tosi fa il ganassa pazienza. Ma in un paese civile e rispettoso delle leggi, la gente non può credere che l’uso appropriato di pistole e fucili sia quello suggerito dal sindaco di Verona. Altrimenti questa volta sì c’è veramente da preoccuparsi.

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  • Paolo Maria Ciriani

    Voglio ricordare allo scrittore di questo testo che se il rispetto delle leggi fosse fatto da tutti ovvero proprio tutti , non ci sarebbero i ladri i quali sono i primi a non rispettare le leggi. Evidentemente il sig. Noto non si rende conto della sua contraddizione in termini così come fanno i molti che inneggiano a leggi severe contro chi usa le armi anzichè inneggiare a leggi che puniscano severamente con condanne effettive chi va per case a rubare. Siamo alla solita idiota idea che rovescia le responsabilità della convivenza sociale. NON NE POSSO PIU’ !!!!

  • GiulioM

    L’autore di questo articoletto prima di scrivere infamanti castronerie dovrebbe approfondire leggermente la disciplina italiana delle armi da sparo: E’ ASSOLUTAMENTE PRIVO DI FONDAMENTO SOSTENERE CHE IN GENERALE NON SI POSSANO TENERE ARMI CARICHE IN CASA. Né tanto meno da alcuna parte sta scritto che “le armi vanno conservate in luogo sicuro al riparo da chiunque, scariche, e separate dal posto dove si conservano le munizioni”.

    Altro che prefetti e revoche, l’Ordine dei giornalisti dovrebbe radiare chi scrive cose tanto gravi con tanta superficialità. Sempre che l’autore sia iscritto all’albo…

    L’unica cosa di cui realmente c’è da preoccuparsi è la scarsa qualità di certo “giornalismo”.

  • pino

    e a parte tutto il resto delle castronerie che hai detto, Tosi ha affermato di avere una 45 sul comodino cosa ben diversa da un revolver 44 magnum!

  • Andrea Tecchio

    Articolo raffazzonato sù con moltissime inesattezze e assemblato tanto per scrivere qualcosa. Se questi sono i “giornalisti” (protetti dall’ordine professionale), a questo punto meglio raccattare i messaggi da facebook che forse sono più attendibili ….

  • Da giornalista del settore armiero e da possessore d’armi devo sottolineare che la legge NON vieta di detenere armi cariche sul comodino, anzi ne autorizza il porto sulla propria persona, anche cariche e pronte all’uso, entro la propria abitazione e le sue pertinenze, pure a chi non possiede il porto d’armi per difesa personale.

    Inoltre la norma sulla cauta custodia delle armi si applica quando esse siano incustodite, ovvero quando il proprietario delle stesse non sia a casa.

    Riguardo alla “ennesima morte di un ladro”, non mi pronuncio. Non è possibile che in un Paese che sta vivendo un’ondata di crimini rampante come il nostro, peraltro un’ondata di crimini che è motivata dalla sensazione di impunità, la vita e l’incolumità personale di chi commette un crimine sia ancora al 100% pari a quella delle sue vittime.

    La verità è che la vita umana è sempre sacra solo sulla carta. Chi attenta all’incolumità degli altri (e questo vale anche per chi entra a casa degli altri “solo” per rubare, perché un furto in abitazione può facilmente sfociare in aggressione violenta) accetta implicitamente che la sua vita e la sua incolumità personale smettano di avere un valore assoluto ed abbiano un valore inferiore a quelle delle sue vittime, e inversamente proporzionale al grado di minaccia che egli (o ella) pone alle sue vittime.

    Questo pezzo è pura propaganda antiarmi.

  • REVELN .

    Ragazzo che fai il giornalista… perchè spero che sia così per poterti perdonare l’ingenuità… magari prima studia il codice. Per dire cose corrette. Se invece vuoi fare del sensazionalismo, c’è chi fa immensamente meglio di te. La funzione di pubblica informazione prevede almeno uno studio delle fonti, ed un minimo, ma dico un minimo, di competenza. Fallo!

  • Luigi Zanotto

    Prof. Noto, visto il numero di affermazioni palesemente errate comparse nel suo scritto, ampiamente sottolineate da diversi commenti, e vista la sua indiscussa credibilità come persona di cultura e ingegno, ritengo che non sarebbe fuori luogo uno scritto di rettifica, previa ulteriore documentazione sulla vigente normativa italiana in fatto di armi, detenzione e porto.

    • Sergio Noto

      CAro Zanotto, rispondo a lei non certo per replicare agli insulti prezzolati di molti che senza sapere nè capire nulla si sono buttati su questo argomento senza aver capito quale era l’oggetto del mio intervento.
      Il mio intervento non è era contro le armi. Anzi io sono a favore dell’uso delle armi. Credo che di tutti quelli che sono intervenuti – come Ufficiale degli Alpini – sono probabilmente colui che ha maggiore esperienza di armi, per aver sparato con tutto dalla beretta all’MG e al bazooka. Il grande problema delle armi sono le persone irresponsabili che le usano.
      Il tema del mio intervento è che un sindaco non può dire certe cose per tirare su un po’ di voti. Un sindaco non tiene un arma sul comodino e anche se lo fa non lo dice, perchè non sta bene e poi perchè un sindaco deve dare il buon esempio. la sicurezza delle persone non spetta all’iniziativa privata, ma si deve fondare sulle Autorità di PS specificatamente esistenti per quello. Se un sindaco dichiara di consegnare la propria incolumità al suo revolver è un irresponsabile che offre un pessimo esempio e va fermato.
      L’altro punto fondamentale è che in tal modo il Sindaco Tosi ha dimostrato di non essere più idoneo all’uso delle armi, per la leggerezza con la quale confessa di detenerle accompagnata dal fatto che in passato ha già dato un pessimo esempio delle sue capacità nell’incidente di caccia da me citato.
      Infine sappia che in genere i pistoleri, i maniaci delle armi, i chiacchieroni che credono di difendere il diritto alla sicurezza e a detenere armi, sono solo gente pericolosa, che non sa usarle effettivamente e che se c’è necessità reale non ha mai la freddezza per poterle usare efficacemente. Insomma solo gente che crea problemi, non li risolve.

      • Luigi Zanotto

        Trascuro ogni valutazione politica e sull’immagine offerta, concordo sul fatto che le armi non stiano bene in mano a tutti (onestamente, almeno nella provincia di Udine dove vivo, un PdA bisogna sudarselo), aggiungo anche che il 44 magnum è un calibro assolutamente inadatto alla difesa abitativa, però è fuori discussione che le rapine stiano dilagando, che le forze dell’ordine, non certo per colpa od omissione, non riescano a intervenire sempre e comunque, che l’attuale normativa sulla legittima difesa in caso di furto in appartamento, nata quando i “topi di appartamento” erano dei poveracci assolutamente disarmati e pronti a scappare al primo rumore sospetto, possa essere inadeguata all’attuale dilagare di rapinatori spesso armati e pronti ad aggredire e a uccidere. Inoltre, e questo era il principale motivo del mio intervento, un possessore di PdA, sia esso prefettizio o rilasciato dalla Questura, secondo le vigenti norme, può, nella sua abitazione, detenere e portare armi anche cariche, purché fornisca tutte le richieste garanzie di custodia, cioè, in pratica, ne impedisca l’accesso ad altre persone e, se assente, le custodisca sotto chiave in un mobile non portatile (secondo una recente sentenza della Cassazione, non necessariamente una cassaforte). Il resto fa parte delle valutazioni politiche, sulle quali, come precisato all’inizio, non voglio entrare.

  • Teo

    Gent. Noto, ma dove le legge le cose che scrive? Ovvero a quale banca dati, Social, si affida per le Sue informazioni? Le assicuro mai lette tante castronerie in fila in tema di possesso legale d’arma. Riveda assolutamente le Sue fonti, e licenzi il suo segretario se è lui a preparale la documentazione, sarebbero soldi spesi male. Cordialmente

  • Antonio Negro

    Giornalismo all’acqua di rose; notizie da “un tanto al chilo”. La legislazione sulle armi è una cosa seria e non può essere usata da chi è accecato dall’astio politico verso chicchessia. Scrivere a vanvera perché così piace all’articolista, senza conoscere gli articoli di legge, si crea disinformazione e si semina confusione tra i lettori. L’invito al Prefetto fatto da uno sprovveduto, a qualsiasi titolo avanzato, non è altro che la dimostrazione del clima di odio che si vuole generare.

  • GG

    copio e incollo:

    “Nel luogo di denunzia le armi possono essere detenute cariche e pronte all’uso, perché sono destinate anche alla difesa abitativa; non devono essere conservate smontate o chiuse in cassaforte. Importa solo che esse siano al sicuro da furti quando nessuno è in casa (se vi è una persona capace in casa, le armi sono automaticamente ben custodite) e che non le usino bambini o minorati; nel momento in cui una persona capace è in casa, non occorre alcuna misura di custodia. È consentito lasciarle alla
    portata di familiari ed altre persone ospitate, se capaci; non è richiesto che esse siano abilitate al maneggio di armi.”

    FONTE: Edoardo Mori, giudice e esperto di diritto delle armi, il suo libro “codice delle armi e degli esplosivi” e’ un punto di riferimento nel settore armiero.

    Invece di fare Mirror Climbing sarebbe meglio ammettere di aver sbagliato.