Popolari venete, Codacons: «non firmate rimborso»

«Non perdete la speranza, conto che almeno qualcuno di voi uscendo da questa sala decida di non andare in banca a firmare la transazione». Così in un articolo di Marta Artico su La Nuova Venezia a apgina 22, l’avvocato Franco Conte, presidente di Codacons Veneto, presente ieri ad un incontro pubblico al centro civico del Terraglio organizzato dal circolo del Pd sulle ex banche popolari venete. Conte ha proposto un’alternativa ai soci di banca Popolare di vicenza e Veneto Banca chiamati dai due istituti a rinunciare ai contenziosi legali in cambio di rimborsi sulle azioni azzerate considerati da Codacons come “briciole”.

«Per prima cosa – suggerisce Conte – bisogna formalizzare una diffida, che blocca la prescrizione e fa maturare gli interessi. Un atto difensivo, che interrompe i termini, denuncia il contesto in cui è avvenuto l’acquisto e precisa il motivo del reclamo. A questo punto si prova a utilizzare il nuovo percorso, quello del ricorso all’Acf (arbitro per le controversie finanziarie), perché è formato da cinque membri: dentro ci stanno i consumatori, il mediatore finanziario, quindi la banca, e poi tre tecnici di Banca Italia e Consob. Il vantaggio è il tempo, limitato e dunque più breve, e i costi, che sono umani e variano tra i 150 e i 450 euro». «Chi sceglie la strada della causa – conclude Conte – si faccia fare un preventivo dall’avvocato e chieda trasparenza. Oggi i poteri forti vogliono creare una cappa, far perdere la speranza e fare in modo che la gente vada a firmare, ma quello di essere risarciti, è un diritto».

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