Venezia, sì a stadio per pagare debiti Casinò

«Sto lavorando con il presidente Tacopina per vendere le aree del quadrante di Tessera dell’immobiliare del Casinò, piena di debiti: i privati fanno stadio, centro commerciale, parcheggi. Non lo facciamo noi, lo fanno loro. Si dice da 20 anni e sto cercando di farlo». Così il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro nel corso di una diretta Facebook ospitata giovedì dalla pagina satirica “Lo Schitto”. «È l’unico progetto fattibile – ha ribadito l’assessore al Bilancio e alle partecipate Michele Zuin -. Cmv, l’immobiliare del Casinò, ha 37 milioni di euro di debiti con il Comune: non ci sono fondi per una nuova sede della casa da gioco e la vendita dei terreni del Quadrante è l’unica soluzione per ripianare i conti e per fare lo stadio. Io l’ho detto da subito che si doveva vendere a fronte dei debiti del Casinò da rilanciare. È anche la Corte dei Conti che ci chiede di tagliare il debito. Ne ho parlato con il sindaco mesi fa, poi è una partita che gestisce esclusivamente lui, in prima persona, con il presidente Tacopina».

Ma per l’opposizione Pd il piano di Brugnaro non è fattibile perchè vietato dal Piano di assetto territoriale approvato dalla giunta Orsoni: «Il Pat, il piano di assetto territoriale, prevede per il quadrante di Tessera una cittadella dello sport e del divertimento, una destinazione direzionale e ricettiva e non è previsto alcun centro commerciale – dice il capogruppo dem Andrea Ferrazzi in un articolo diRoberta De Rossi  su La Nuova Venezia a pagina 2 – l’Enac ha già espresso un parere tecnico positivo per il Masterplan 2031 dell’aeroporto, che presuppone vincoli (…) il Comune venda l’area a privati per realizzare la cittadella, si faccia costruire la nuova sede del Casinò e con la differenza in contanti saldi i debiti della casa da gioco. Il nuovo stadio si può fare sulle aree agricole più a nord: costano molto meno e il Venezia Calcio non dovrà così essere compensato con un centro commerciale del quale non c’è alcun bisogno».

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