Centro profughi Cona, pocket money “inutile”?

Mentre Sinistra italiana torna e promette battaglia sulle condizioni degli ospiti, dal Viminale giungono indiscrezioni. Anche sulla gestione, che continuerebbe sotto il segno di Edeco

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

Mentre i parlamentari di Sinistra italiana oggi sono tornati al centro di raccolta migranti di Cona in provincia di Venezia, incatenandosi per denunciarne «la situazione indegna», sul sito giungono fresche indiscrezioni. Dopo l’affidamento a Edeco (ex Ecofficina), la gestione sarebbe finita ad un nuovo soggetto che vede però nuovamente protagonista la galassia Edeco assieme ad una società riferibile all’ex consigliere regionale azzurro Leo Padrin, oggi tra i leader di una neonata formazione politica che ha preso il nome di Direzione Italia.

NUOVA ATI
La Edeco, nei confronti della quale le polemiche erano montate a mille dopo la morte di una giovane ivoriana all’interno del campo attrezzato, avrebbe solo a parole preconizzato la volontà di abbandonare l’affidamento della struttura, ottenuto in passato grazie ad una trattativa diretta con la prefettura di Venezia. Secondo la voce che arriva dal Viminale, la cooperativa rientrebbe in pista tramite una associazione temporanea di impresa (Ati), di cui farebbe parte anche una società riferibile a Padrin. Che, con una sua ditta, era già stato incaricato dalla Edeco di fornire i pasti ai rifugiati nella ex base aeronautica. Simone Borile, che in questi mesi ha fatto da portavoce dell’azienda, da sempre respinge ogni accusa al mittente, ma le inchieste sulla sua galassia da parte della magistratura e da parte della stampa sono comunque finite puntualmente sui media nazionali.

POCKET MONEY
C’è poi un’altra indiscrezione che giunge da Roma. E che riguarda la piccola somma di giornata, circa 2,50 euro,  messa direttamente a disposizione dei circa 1100 richiedenti asilo oggi presenti (gli altri 35 euro al giorno a persona vanno in base all’accordo nel bilancio del gestore). Tale somma infatti non sarebbe versata in contanti, ma su un borsellino elettronico, una specie di mini-carta di credito, che però non abilita il titolare a spendere quei pochi spiccioli ovunque, ma solo in pochi esercizi abilitati. Se si considera che la struttura di Cona, che è poi situata nella frazione di Conetta, è di fatto spersa il mezzo al nulla della bassa Veneziana, per i richiedenti asilo potrebbe essere difficile usufruire anche di quella cifra poco più che simbolica.

LA PROTESTA
Ed è in questo scenario che si inserisce la protesta dei parlamentari di Sinistra italiana (Si). Si tratta del senatore Peppe De Cristofaro e del deputato Giovanni Paglia. I due, che oggi hanno fatto visita al campo (in foto uno dei momenti clou), lamentano «lo stesso stato fatiscenza e lo stesso degrado» che un’altra delegazione di Si constatò ai primi di gennaio. In realtà per il senatore è la prima volta a Conetta, mentre per  Paglia si tratta della seconda. «Interverremo a brevissimo – fanno sapere i due mentre si incatenavano per protesta alla recinzione della centro di accoglienza – per chiedere lumi direttamente al Ministero degli interni». Sulla stessa lunghezza d’onda c’è Mattia Orlando, uno dei volti più noti di Si nel Veneziano: «Con i nostri rappresentanti condividiamo in pieno la necessità di dire no alla logica degli hub e della concentrazione in zone più o meno sperdute del Paese, delle quale concentrazione Conetta e il Comune di Cona suo malgrado sono ormai un simbolo nazionale. Ormai è evidente, come spiegano anche i media, che l’entourage del neo-ministro democratico degli Interni Marco Minniti ha già deciso di rendere questo campo attrezzato come una struttura pensata per la lunga permanenza». Orlando menziona direttamente la rivelazione di Vvox del giorno 8 marzo quando delle reali intenzioni del Viminale venne dato conto con tanto di documentazione ministeriale.

POSSIBILE IMPUGNAZIONE
Per i casi di necessità nazionale la legge permette al Consiglio dei Ministri di modificare la destinazione urbanistica di un dato sito per adattarlo alle esigenze di specie: si tratta di un iter in corso proprio per la ex base di Conetta. Questi atti sono ovviamente impugnabili davanti al giudice amministrativo, con l’incognita del secondo grado di giudizio, ovvero quella del Consiglio di Stato. Tale organo infatti è sì autonomo, ma oltre ad essere di nomina governativa e oltre ad essere formato spesso dai vertici dei gabinetti ministeriali, è per costituzione anche organo consultivo dell’esecutivo. Ed è per questo motivo che quando ci sono di mezzo questioni cruciali lo stesso Consiglio di Stato solitamente propende dalla parte del governo. Il che vanificherebbe ogni approccio di natura legale.

Tags: , , ,

Leggi anche questo

  • don Franco di Padova

    Tra la pretesa di Sinistra Italiana di “spalmare” i clandestini nel territorio e la gestione Padrin (ex DC?, ex Interporto?, ex un mucchio di cose dove si sfrutta ciò che è pubblico?) c’é la soluzione di un centro di raccolta dignitoso che permetta però d’indirizzare in modo mirato i clandestini.
    Mi dispiace per Sinistra Italiana, ma i clandestini non sono tutti eguali e tutti meritori d’identica tutela. Tra loro vi sono anche delinquenti dei quali non sentiamo assolutamente bisogno e che è bene espellere.
    Vi è poi una minoranza, molto ridotta, che merita vera tutela.
    Per gli uni e per gli altri però non è ammesso lo sfruttamento dei banditi nostrani, oltretutto, dopo che sono già stati taglieggiati dai loro banditi locali.
    Però, il pregiudizio che siano prevalentemente brave persone, solo bisognose di onesto lavoro è falso, tanto quello che li vede tutti come pericolosi delinquenti.
    I parlamentare di Sinistra Italiana, oltre che incatenarsi volontariamente alla recinzione del “Centro d’accoglienza”, dovrebbero anche informarsi su chi oggi detenga il monopolio dello spaccio minuto e considerare che quei figuri, che nulla hanno da perdere perché anche in galera stanno meglio che a casa loro (sfruttamento imperialista?), concorrono pesantemente a corrodere la nostra società ed i nostri figli e domani la demoliranno in forza di non principi a noi estranei (non di destra, non di sinistra, non laici e non religiosi).
    Se i parlamentari di Sinistra Italiana gongolassero di fronte a queste prospettive, vorrebbe solo dire che ci meriteremmo l’inferno che oggi, chi con gli affari immondi, chi con i “buoni principi” che non hanno riscontro storico dialettico, stiamo scientificamente costruendo.