Pfas, scarico nel Fratta: Regione dà ok

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La Regione consente al collettore Arica di scaricare nel fiume Fratta i reflui delle aziende dell’Ovest Vicentino, anche se i livelli di Pfas sono superiori a quelli fissati dal ministero. Lo scrive Andrea Alba a pagina 13 della sezione berica del Corriere del Veneto di oggi. «Ci hanno preso in giro», è il commento dei comitati, che aggiungono: «scorretti, avevano mesi di tempo per ridurre i livelli di Pfas nei reflui e non l’hanno fatto».

La decisione della Regione arriva dopo che nelle scorse settimane la magistratura delle acque ha riconosciuto che al momento è tecnologicamente impossibile ridurre i livelli di Pfas attualmente presenti nei reflui del collettore Arica. Dunque via libera allo scarico nel Fratta, mentre in parallelo sono previsti provvedimenti per ridurre i livelli di Pfas nelle produzioni industriali.

«E’ la conferma che ci sono decine o centinaia di aziende che utilizzano e scaricano da decenni e ancora oggi Pfas a catena lunga senza alcun controllo – commenta l’azienda Miteni di Trissino – va controllato chi oggi utilizza Pfos e Pfoa, molecole che Miteni non produce più dal 2011».

I comitati, dal canto loro, parlano di tradimento: «regali alla multinazionale e sberle per noi – attacca la coordinatrice di Acqua Bene Comune, Antonella Zarantonello – è gravissimo, ora potranno continuare a produrre indisturbati anche gli Pfas a catena corta, non filtrabili. Si va completamente contro alle richieste dei cittadini e non si fa nulla per evitare ulteriori contaminazioni».

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