750 mila veneti insonni: «ore 21, spegnere tutto»

La prima regola per curare l’insonnia è spegnere cellulare, tablet, e magari staccare la WiFi, entro le 21. Come riporta il Corriere del Veneto, a pagina 5 dell’edizione di Verona, in Veneto 750.000 persone soffrono di insonnia, di cui almeno 175.000 nel Veronese. Il dato arriva dal Centro di Medicina del sonno dell’ospedale Sacro Cuore – Don Calabria di Negrar, uno dei due ambulatori regionali – l’altro è a Dolo – specializzati in quest’area medica. Tra i problemi principali, l’abuso di farmaci. «Le benzodiazepine sono il farmaco da banco più venduto dopo gli analgesici – spiega Gianluca Rossato, responsabile del dipartimento -. C’è qualche problema». Oltretutto, i sonniferi servono a poco: «l’insonnia resiste ancora e se non li si assume peggiora. Il motivo è molto semplice: dopo qualche tempo l’organismo sviluppa una certa tolleranza a questi medicinali e ci si trova al punto di partenza. Si vuole cambiare? Devono cambiare le abitudini».

Meglio mettere da parte i medicinali, quindi, e preferire un percorso psicoterapeutico, imparando alcune regole di comportamento e tecniche di rilassamento. «Il nemico principale sono gli schermi di cellulare e tablet, che emettono una luce di tipo blu. Questa inibisce la produzione di melatonina, il regolatore naturale dei cicli sonno – veglia. Meno noti gli effetti dovuti all’elettromagnetismo, ma ci sono buoni indizi per pensare che anche la presenza di campi attivi, come quello del wifi, sia dannosa». Ci sono anche gli «alleati del sonno», come il cacao. «Il cioccolato, soprattutto quello fondente sono alleati del buon riposo – assicura Rossato – il magnesio contenuto in essi è un ottimo rilassante nervoso e muscolare, inoltre è in grado di mantenere l’orologio biologico delle nostre cellule al passo con i cicli naturali».

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