Ci manca solo lo sciopero del calcio

“Remuntade” emozionanti, bei gesti nel calcio minore, e allarmi sul futuro di Serie B e Lega Pro

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Negli ultimi tempi il calcio è riuscito a far parlare di sé ancora più del solito. Non è cosa da poco e non era facile. Soprattutto, lo sport più popolare del pianeta (per non parlare dell’Italia) ha valicato i consueti ambiti delle rubriche e dei quotidiani sportivi, sconfinando nelle pagine della cronaca e dell’economia.

L’incipit comunque arriva dal campo, da tre partite di altrettanti diversi campionati: Champions League, Serie A e Serie B. Cosa hanno in comune questi match? Li accomuna la vittoria, quella delle squadre di casa, che sembra impossibile e che invece, in tutti e tre i casi, arriva in extremis. L’8 marzo giocato a Barcellona il ritorno degli ottavi di Champions fra i blau-grana spagnoli e il Paris Saint Germain. A Parigi l’andata è finita 4-0 per i francesi, il Barça è virtualmente eliminato. Invece al Camp Nou i campioni di Spagna firmano una incredibile remuntada battendo il Psg per 6-1. Il gol che assicura la qualificazione lo segnano all’ultimo dei 5’ di recupero. 10 marzo, Torino, Juventus Stadium, i campioni d’Italia ospitano il Milan nell’anticipo della 10a giornata di ritorno. I rossoneri, grazie ad una prestazione monstre del loro n. 1 Donnarumma, riescono ad arrivare all’ultimo minuto di un lunghissimo recupero sull’1-1. Al 96’ l’arbitro Massa assegna ai bianconeri un rigore per un fallo di mano in area di De Sciglio. Il fallo è molto opinabile, ma nello stadio della Juve si può dare senza timori un penalty nell’overtime ai padroni di casa. Dybala segna dal dischetto ed è 2-1. 12 marzo, stadio Menti, Vicenza. I biancorossi ospitano il Pisa in una partita-spareggio per la salvezza. Si arriva al recupero finale sull’1-1, già così andrebbe bene visto che il Vicenza gioca in 10. Anche in questo caso è un rigore (concesso al 94’) a dare il successo alla squadra di Bisoli. Queste tre straordinarie vittorie hanno fatto parlare per giorni rispettivamente Europa, Italia e Vicenza. Dopo tante partite noiose e senza storia il calcio è tornato bello. Vogliamo trovarci metafore e valori esistenziali? Una volta tanto il calcio televisivo e monocorde di oggi se lo può permettere.

Sicuramente un buon esempio invece arriva dal calcio minore, quello dei dilettanti e dei settori giovanili. Domenica scorsa Gianluca Cigna, capitano del Villaretto, 3a Categoria torinese, al termine della partita con la Mappanese è aggredito e ferito dai giocatori avversari per aver difeso un compagno di colore dalle frasi razziste con cui quelli lo insultavano. Ugnano, provincia di Firenze, partita del campionato Allievi provinciali fra Florence Sporting Club e gli empolesi dell’Avane. Scoppia una rissa fra genitori in tribuna. I giocatori, tutti intorno ai 16 anni, lasciano il campo e corrono sugli spalti a dividerli. Due episodi che lasciano qualche speranza: almeno nel calcio di periferia c’è ancora umanità. Nel caso degli allievi toscani però la Federazione si dà subito da fare per mortificare le loro buone intenzioni: il Giudice sportivo infatti squalifica 25 ragazzi di entrambe le squadre per abbandono del terreno di gioco.

Il calcio occupa spazio anche nei media economici con una notizia minacciosa: il prossimo campionato di serie B potrebbe essere bloccato dalle società. Il problema sono i soldi. Il decreto fiscale collegato alla Legge di Stabilità 2017 infatti ha deciso che, dal 1° luglio, i club cadetti non riceveranno più la cosiddetta “mutualità CPI”, cioè quella quota dei diritti televisivi percepiti dalla Serie A che, in precedenza, il Decreto Melandri destinava alla B e alla Lega Pro (Categorie Professionistiche Inferiori) per far fronte ai costi di gestione. Circa 1,8 milioni di euro a stagione ciascuna per le società della seconda lega nazionale che, in gran parte e ciò nonostante, chiudono i bilanci in passivo. La conseguenza è che molte non avrebbero i mezzi per iscriversi al prossimo campionato. E forse nemmeno per evitare il fallimento. Una “piccola” svista dei politici? Una manovra per aumentare il potere della Federcalcio (che diventerebbe l’unico erogatore di soldi alle società)? Comunque una riforma sbagliata ed estemporanea. In tutto il calcio europeo la mutualità è un cardine del sistema e le provvidenze alle società di 2° e 3° livello sono anche più estese che in Italia. Ci manca solo uno sciopero del calcio…

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